mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Cavaliere: «Non mi ricandido, ma bisogna non lasciare spazio alla sinistra»
Pubblicato il 09-10-2012


L’anticipazione-indiscrezione in poche ore si trasforma in certezza. E dipana ogni dubbio: Berlusconi lascia. Già ieri il segretario del Pdl, Angelino Alfano, aveva preannunciato l’eventuale non ricandidatura del Cavaliere. Stamane è giunta la conferma da parte dello stesso Berlusconi, ospite della tramissione “La telefonata” di Maurizio su Canale 5, che conferma di non volersi ricandidare, ma auspica di «mettere insieme i moderati», lanciando un appello a coloro che non si riconoscono nella sinistra, per non lasciarle spazio. Sul candidato premier, Berlusconi dimostra di aver cambiato idea. Se prima non aveva contemplato, ma anzi rifiutato l’idea di un Monti-bis, ora lo immagina come potenziale premier del centro-destra. Il Cavaliere ha inoltre replicato a Pier Ferdinando Casini che ieri aveva fatto capire di non fidarsi dell’offerta del segretario Pdl, Angelino Alfano.

L’APPELLO DEL CAVALIERE – Berlusconi ha indirizzato il suo appello a tutti coloro che «rappresentano la maggioranza degli italiani e non si riconoscono nella sinistra, guidata dalla Cgil, dalla Fiom e da Vendola. Un appello ai leader e ai piccoli leader in campo, a Casini, a “Italia Futura”, a Sgarbi, a Tremonti, alla Lega». Chiunque purchè non faccia parte della sinistra.

MONTI COME CAPO DEL GOVERNO DEL CENTRO-DESTRA – Il Cavaliere ha ribadito la necessità di non dare spazio alla sinistra, dichiarando che a tal fine preferirebbe un Monti-bis. Ha dunque palesato di aver cambiato approccio nei confronti del Professore, passando da una posizione di chiusura su un suo possibile secondo mandato al governo alla non esclusione che il prossimo premier del centro-destra possa «essere Mario Monti il quale è sempre stato nel campo dei liberali e dei moderati. Potrebbe essere lui, ma ci sono anche altri nomi che possono essere condivisi».

L’APPELLO DI ALFANO E LA CAUTELA DI CASINI – Ieri, dopo il prudente condizionale sulla decisione di Berlusconi, Angelino Alfano ha utilizzato un invitante presente rivolto a Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc. Il segretario del Pdl ha esortato il leader centrista ad accettare la sfida di «riunire l’area dei moderati». Casini ha risposto di essere «pronto alle sfide, ma non agli inganni. Mi auguro che i fatti dimostrino che quel che ha detto Alfano sia vero, ma gli italiani sono abituati alle giravolte di Berlusconi». Casini ha inoltre criticato il Pdl di non aver ancora attuato un percorso di autocritica. Non si è fatta attendere la replica del Cavaliere che si è difeso affermando di non aver «mai effettuato giravolte, nella vita privata, da imprenditore, da politico. Non vedo come Casini possa permettersi una espressione così infelice e contraria alla verità».

 

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