venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il loden: quando lo stile è impeccabile e bipartisan
Pubblicato il 22-10-2012


Un soprabito da lavoro, un panno pesantissimo per i contadini, per coprirsi dal freddo e dalla pioggia. Un tessuto trasformato anche in cappe, giacconi per la caccia indossati dalla nobilità austrungarica. È il loden, cappotto senza tempo, dal taglio rigoroso e severo, indossato da intellettuali, aristocratici, politici di entrambi gli schieramenti. Tra i personaggi nostrani, amanti del capospalla vi sono Mario Monti, l’ex premier Romano Prodi e l’attuale sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Tra le star hollywoodiane, estimatore del cappotto è George Clonney, con loden firmato “Belfast”.
LA STORIA DEL LODEN – Sin dal Medioevo il panno di Loden era prodotto dai contadini delle Dolomiti e del Tirolo che filavano e tessevano nei loro masi, le abitazioni rurali tipiche del Trentino-Alto Adige. Il colore era grigiastro come la lana grezza delle loro pecore, quelle tirolesi. Le origini del Loden si possono ricondurre sino al XI secolo, ove si hanno tracce del suo utilizzo. Questo tessuto divenne di moda quando la fabbrica di Loden “Mössmer” (originaria di Campo Tures, in provincia di Bolzano, fondata nel 1882) realizzò un mantello bianco per l’imperatore Francesco Giuseppe. In tal modo da panno di contadini, con l’aggiunta di lana merinos, si trasformò in un tessuto per abiti da caccia e montagna per la nobiltà austroungarica. Da grigio, il suo colore divenne bianco, rosso, nero e da ultimo verde foresta (una sfumatura scura e poco brillante), quello più diffuso attualmente. Nel 2010 è stato creato il primo Loden ignifugo, da parte del lanificio Mössmer, in grado quindi di resistere alle fiamme.

I PERSONAGGI AMANTI DEL SOPRABITO – Tra i numerosi estimatori del soprabito vi sono stati l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e il senatore Francesco Cossiga. Nell’ambito del cinema e della musica, il loden ha caratterizzato l’investigatore Sherlock Holmes e i personaggi di Agatha Christie. Amanti del soprabito anche l’attore Helmut Berger, l’étoile della danza Rudolf Nureyev e il tenore Luciano Pavarotti.

IL PROGETTO “LODENTAL” –  Si tratta di una nuova linea di capospalla rivisitati in chiave moderna da Andrea Provvidenza, responsabile della comunicazione all’Auditorium della Conciliazione a Roma. «Un progetto estremamente interessante, che prevede un solo tessuto, un solo modello, declinato in meravigliosi colori inediti» spiega Provvidenza. Per caso, nel ritrovare alcuni soprabiti del padre, tra cui il loden, Provvidenza ha deciso di approfondire le origini e la storia di questo imperituro cappotto, rimanendone completamente affascinato.

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