mercoledì, 26 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il monito di Napolitano ai partiti: «Si voti sulla base di regole nuove»
Pubblicato il 30-10-2012


«Si vada a scadenza naturale della legislatura e del settennato presidenziale». Questo l’auspicio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che non dubita dunque sulla tenuta del governo Monti, minacciata giorni addietro da Silvio Berlusconi. Napolitano – durante il suo intervento alla cerimonia per celebrare il 150esimo anniversario del Consiglio di Stato – ha esortato i partiti a riformare la legge elettorale per riassumere la guida politica del Paese dopo le elezioni. Le forze politiche devono dimostrare «un’ampia e operosa assunzione di responsabilità» ha precisato. Il capo dello Stato ha poi ricordato la necessità che nel 2013 i partiti politici si «sottopongano al corpo elettorale sulla base di nuove regole».

LA FINE DELLA LEGISLATURA – La primavera è «una scadenza sufficientemente vicina per consentire alle forze politiche di prepararsi a riassumere pienamente il loro ruolo nella vita istituzionale sottoponendo al corpo elettorale, sulla base di nuove regole, liberamente le loro diversificate analisi e piattaforme programmatiche», ha sottolineato Napolitano, lasciando intendere la volontà di scartare qualsiasi ipotesi di voto anticipato. «Mi si lasci osservare che c’è materia assai rilevante per l’impegno del governo e del Parlamento di qui alla scadenza naturale della legislatura», ha aggiunto, indicando la scadenza naturale della legislatura come orizzonte a cui tendere.

IL PAREGGIO DI BILANCIO, RIFORMA IMPORTANTE – Durante il suo discorso al Quirinale, il presidente della Repubblica ha fatto riferimento alla riforma dell’articolo 81 della Costituzione, «imperniata sulla regola del pareggio di bilancio» definendola una riforma importante, che guarda all’Europa, e di cui si deve tenere conto anche se forse «non si è ancora ben apprezzata la sua importanza e le sue implicazioni in materia di controllo della finanza pubblica, e quindi di ruolo della Corte dei conti». Napolitano ha poi difeso la «piena sostenibilità costituzionale dell’estensione dei controlli della Corte a tutte le sfere nelle quali ci si avvalga con continuità e ordinarietà di risorse finanziarie pubbliche».

COLLOQUI CON LETTA, MONTI E SCHIFANI – Al termine della cerimonia, il capo dello Stato ha avuto prima un lungo colloquio con Gianni Letta. Subito dopo si è intrattenuto in conversazione con il capo del governo Mario Monti, ed infine ha incontrato Renato Schifani, presidente del Senato.

Silvia Sequi

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