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ILVA: E’ ALLARME TUMORI SOPRATTUTTO PER LE DONNE. IL MINISTRO DELLA SANITA’ A TARANTO
Pubblicato il 22-10-2012


A Taranto le principali vittime delle polveri inquinanti sono le donne, con un incremento del 75% per i tumori al fegato, del 43% per il linfoma non Hodgkin, del 48% per i tumori al polmone e del 24% per i tumori alla mammella. Il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, in visita a Taranto dopo la pubblicazione dei dati allarmanti circa la situazione della salute pubblica in città. Commentando i risultati dello Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento relativi all’area di Taranto (Sentieri, ndr.) il ministro ha affermato che «La situazione a Taranto è indubbiamente complessa». Balduzzi incontra le associazioni ambientaliste per presentare lo studio, condotto in collaborazione con l’Istituto superiore della sanità e l’Organizzazione mondiale della Sanità, che prende in esame i dati aggiornati al 2009 sull’analisi della mortalità e del rischio sanitario connesso alla qualità dell’aria.

DATI ALLARMANTI  – Secondo quanti illustrato nello studio, la mortalità a Taranto, nel 2009, sarebbe stata superiore dell’11% rispetto a quella di tutti i cittadini residenti in Puglia. Nel 2008 il dato era del 10%. I numeri sono stati diffusi in anteprima dal presidente dall’associazione “Peacelink”, Alessandro Marescotti, dopo l’incontro con il ministro. Inoltre, rispetto al resto della Provincia, l’incidenza dei tumori nell’area a ridosso dell’Ilva, il quartiere Tamburi, è superiore del 30% per tutti i tipi di tumori. I carcinomi al polmone, invece, hanno un’incidenza superiore del 50%. Dati che assumono toni ancora più allarmanti per quello che riguarda il sesso femminile. Sembrano soprattutto le donne a fare le spese dell’inquinamento industriale che flagella Taranto. Nelle donne, infatti, secondo lo studio “Sentieri”, si registra un incremento del 75% per i tumori al fegato, del 43% per il linfoma non Hodgkin, del 48% per i tumori al polmone e del 24% per i tumori alla mammella.

LA PROTESTA DEGLI AMBIENTALISTI – «Inadeguata e tardiva» viene ritenuta da una serie di movimenti ambientalisti «la venuta a Taranto del ministro della Sanità Renato Balduzzi che per i gravi dati emersi e per quanto evidenziato già nel comunicato del 13 marzo scorso avrebbe invece richiesto un tempestivo intervento per il principio di precauzione». Lo sostengono in una nota i movimenti 1.000xTaranto, No Triv Taranto, Taranto Pulita, Ribelli Web Puglia e Basilicata e Partecipazione Attiva della Cittadinanza. Balduzzi è stamattina in visita nel capoluogo jonico dove, in Prefettura, incontrerà proprio le associazioni ambientaliste e successivamente presenterà, in una conferenza stampa, i dati aggiornati 2003-2009 dello studio Sentieri realizzato con l’apporto dell’Istituto superiore di sanità. Nella stessa nota i comitati ambientalisti parlano di «un territorio sfregiato e devastato, saturato di veleni perché immolato agli alti interessi dello Stato fino al 1995 e dalla massimizzazione del profitto consentita per omissione dei controlli al privato dal 1995 a oggi avrebbe meritato ben altra attenzione», aggiungendo «non ci sentiamo rappresentati e tutelati né da questo Governo né dai suoi ministri. L’evidenziarsi di questa problematica imponeva un immediata assunzione di responsabilità. La gravissima situazione attuale richiede la presenza in pianta stabile dello Stato per immediati interventi per tamponare l’emergenza e predisporre screening di massa».

174 SAGOME PER RAFFIGURARE LE VITTIME DELL’INQUINAMENTO – Sarà ripetuta l’iniziativa, già organizzata il 12 ottobre scorso da un gruppo di cittadini e ambientalisti, che vedrà un ‘sit-in’ alla rotonda del Lungomare e l’allestimento di 174 sagome di cartone per raffigurare l’eccesso di mortalità a Taranto rispetto alla media nazionale. Diverse associazioni ecologiste avevano chiesto l’inserimento dei dati nel procedimento che ha portato alla revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale per l’Ilva. Il movimento “Verità per Taranto” intende così denunciare la «gravità della situazione ambientale e sanitaria» in concomitanza con la visita a Taranto del ministro Balduzzi.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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