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Opinioni e commenti
 

Imu per la Chiesa: fumata nera. Nencini (Psi), è la più brutta figura del governo Monti
Pubblicato il 09-10-2012


Niente svolta per il tanto agognato pagamento dell’Imu da parte della Chiesa. Era atteso per la fine del mese di maggio il decreto del ministero dell’Economia che avrebbe dovuto sancire la fine del privilegio che esonerava gli edifici vaticani dal pagamento dell’imposta. Ma alle porte dell’autunno ancora niente all’orizzonte. Poi il decreto che prevede l’applicazione dell’Imu sugli enti non commerciali, e quindi anche sulla Chiesa è arrivato. Troppo presto dato che il Consiglio di Stato ieri ha proferito una sonora bocciatura. Il decreto, secondo Palazzo Spada, in molte parti “esula” dalle competenze che erano state affidate dalla legge. Il ministero dell’Economia, con il decreto sull’Imu per la Chiesa, è praticamente andato oltre i poteri regolamentari che gli erano conferiti espressamente dalla legge.

IL GOVERNO RASSICURA, TROVEREMO UNA SOLUZIONE – Questa in sintesi la critica del Consiglio di Stato nel parere ufficiale reso noto ieri dopo qualche anticipazione di stampa dei giorni scorsi. Ora il Tesoro dovrà rispondere entro fine anno dal momento che la legge prevede il via alla applicazione dell’imposta dal primo gennaio 2013. Intanto già ieri il governo – attraverso le parole del sottosegretario Polillo – si è detto “disponibile a modificare il decreto, rispettando le indicazioni del Consiglio di Stato”. E sempre ieri sono arrivate le rassicurazioni del ministro dell’Economia. L’obiettivo del governo resta quello di “assoggettare tutti i soggetti” all’Imu. Per Vittorio Grilli “l’obiettivo non cambia: troveremo la soluzione tecnica appropriata per assoggettare all’Imu” chi deve pagare, ha commentato il ministro. Ma il segretario del Psi Riccardo Nencini non ci sta e risponde con una sonora reprimenda.

IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO – “Trattandosi di un decreto ministeriale – si legge nel parere – il potere regolamentare deve essere espressamente conferito dalla legge e, di conseguenza, il contenuto del regolamento deve essere limitato a quanto demandato”. Deve invece “essere rilevato – fa notare il Consiglio di Stato – che parte dello schema in esame è diretta a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali. Tale aspetto esula – si sottolinea nel parere – dalla definizione degli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale in caso di utilizzazione dell’immobile mista ‘c.d. indistinta’ e mira a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività”. E ancora: “L’amministrazione ha compiuto alcune scelte applicative, che non solo esulano dall’oggetto del potere regolamentare attribuito, ma che sono state effettuate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività”. Sulla definizione dei casi di esenzione per la Chiesa, spiegano i giudici amministrativi, si attende l’esito di un’indagine della commissione europea che deve verificare se l’esenzione della vecchia Ici si configura come aiuto di Stato.

NENCINI (PSI), E’ LA PIU’ BRUTTA FIGURA DEL GOVERNO MONTI – “Scommettiamo che…. neppure nel 2013 la Chiesa pagherà l’IMU? Lo dico perché la bocciatura del decreto attuativo del Tesoro da parte del Consiglio di Stato – scrive il segretario Nencini – rafforza la convinzione che l’Italia continui ad essere un Paese a sovranità limitata. Ci sono materie sulle quali il Parlamento, qualunque sia la maggioranza di governo, non può legiferare liberamente. Dalle leggi che riguardano le libertà civili come le unioni di fatto e il ‘fine vita’, a quelle che toccano le finanze della Chiesa. Come l’IMU, per l’appunto, che costerebbe alla Cei circa 600 milioni di euro. Delle due l’una: o il ministro Grilli, e prima di lui lo stesso professor Monti, non sanno fare il loro lavoro (visto che in otto mesi non sono riusciti a scrivere una norma essenziale per i conti pubblici), oppure il Consiglio di Stato riceve suggerimenti dal Vaticano e li accoglie. C’è anche una terza possibilità: che la norma sia stata scritta tardi e male a bella posta, contando proprio sulla bocciatura. Sia come sia, questa del governo Monti è la più brutta figura, collettiva e personale, da quando è entrato in carica, soprattutto se si considera il pesante fardello che ha caricato sulle spalle degli italiani per sanare i guasti dell’economia. Mi auguro che sia in grado di porvi riparo, per rimediare ad una clamorosa ingiustizia a danno dei cittadini italiani. In alternativa, una proposta: chi ha scritto male il decreto attuativo paghi la multa di 10 milioni di euro della Commissione europea”.

 Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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