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Opinioni e commenti
 

Inchiesta San Raffaele: 10 anni a Daccò e provvisionale di 5 milioni di euro
Pubblicato il 03-10-2012


Dieci anni di reclusione per Pierangelo Daccò, quasi il doppio rispetto alla richiesta della Procura. Questa la decisione di condanna del giudice per l’udienza preliminare, Maria Cristina Mannocci nei confronti del faccendiere nell’ambito del processo con rito abbreviato per la bancarotta dell’ospedale San Raffaele, associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, appropriazione indebita e distrazione di beni. Lo scorso giugno il pm Luigi Orsi aveva chiesto cinque anni e sei mesi di carcere per Daccò. Assolto, invece, Andrea Bezziccheri, l’imprenditore per il quale la Procura aveva chiesto una condanna a tre anni. Il gup ha spiegato di aver optato per l’assoluzione «per non aver commesso il fatto». Contro di loro si erano costituiti parte civile la Fondazione Salvatore Maugeri e i creditori.

LA PROVVISIONALE DI 5 MILIONI DI EURO A DACCÒ – Il giudice per l’udienza preliminare ha inoltre fissato una provvisionale pari a cinque milioni di euro che Daccò dovrà versare alla parte civile, e che sarà immediatamente esecutiva. Si tratta di un anticipo di una somma di denaro disposta dal giudice in sentenza per la parte offesa di un reato.

LA DIFESA DI DACCÒ, «SENTENZA CON I PIEDI D’ARGILLA» – «Potrebbe essere una sentenza con i piedi d’argilla» ha commentato l’avvocato difensore di Daccò, Giampiero Biancolella. Per il legale «gli elementi di condanna sono gli stessi per i quali la Cassazione aveva annullato la prima ordinanza di custodia cautelare» per il suo assistito. Biancolella ha poi assicurato che ricorrerà in appello.

CHI È PIERANGELO DACCÒ – L’uomo d’affari, vicino a Comunione e liberazione e a Formigoni, non ha mai negato di avere, in più occasioni, pagato le spese per i viaggi di vacanza del governatore della Lombardia. Secondo l’accusa, Daccò in concorso con altre persone, avrebbero contribuito a creare il cosiddetto “sistema San Raffaele” con lo scopo di creare fondi neri tali da soddisfare le esigenze economiche del vecchio management e di chi gli era vicino.

Silvia Sequi

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