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Opinioni e commenti
 

La Direzione Nazionale del Psi ha approvato il sostegno a Bersani alle primarie
Pubblicato il 04-10-2012


«Temo che quanti non diranno con chi si governa e per fare cosa, non avranno una lunga strada». Con queste parole Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, ha esordito in Direzione Nazionale, riunita ieri a Roma. Un’alleanza riformista nel centrosinistra per costruire un governo di coalizione aperto al centro cattolico-liberale. Questo è lo spirito dell’alleanza tra Pd, Psi e Sel che sarà siglata il 13 ottobre. E questa è uno dei punti cardine contenuti nel documento politico della Direzione Nazionale approvato a larga maggioranza (un astenuto, un contrario). La Direzione Nazionale ha inoltre approvato la relazione del leader Nencini. «L’alleanza di governo Pd, Psi e Sel che verrà siglata tra pochi giorni – spiega Nencini – conferma la posizione che il Partito Socialista italiano ha indicato sin dal congresso di Montecatini: un’alleanza riformista nel centrosinistra, per costruire un governo di coalizione aperto ai cattolici democratici. La foto di Vasto è stata rovesciata – conclude Nencini – rimangono fuori dalla coalizione la sinistra radicale e le forze giustizialiste, da Federazione della sinistra a Di Pietro».

I PUNTI FERMI PER IL FUTURO DEL SOCIALISMO RIFORMISTA – Il documento della Direzione Nazionale si sofferma sui tre punti fondamentali per il futuro del socialismo riformista. In primo luogo il centrosinistra si struttura in modo nuovo, lasciando fuori la sinistra più estremista e le forze giustizialiste, dalla Fds a Di Pietro. Il secondo punto riguarda il riconoscimento al Partito Socialista italiano di un ruolo politico autonomo e specifico, rafforzato dal fatto che oggi il Psi è l’unico partito in Italia a rappresentare il Partito Socialista europeo. Il terzo aspetto concerne il richiamo alla lotta comune, quella che associa in modo coerente la promozione dell’integrazione politica ed economica europea a un profondo rinnovamento dei suoi strumenti e delle sue strategie.

LA LEGGE ELETTORALE – I socialisti, oltre a confermare l’accordo tra progressisti e riformisti indipendentemente dalla legge elettorale che dovrà essere varata, auspicano che in Parlamento si possano trovare larghe intese che permettano di stilare una nuova legge elettorale. In tal senso, il Psi ha ribadito la sua posizione: emendare l’attuale “Porcellum” nelle sue parti più intollerabili, al fine di superare gli estremi di incostituzionalità; vincolare il premio di maggioranza a una soglia minima di voti ottenuti da una lista o coalizione; restituire agli elettori il diritto di scegliere i propri eletti.

LE PRIMARIE – I socialisti hanno ribadito la decisione emersa nell’ambito del Congresso del Partito Socialista europeo della scorsa settimana nel quale si è ritenuto che i partiti – che si richiamano al socialismo europeo – sostengano, in piena autonomia, la candidatura del leader del Pd Pier Luigi Bersani quale più adatta a costruire un programma coerente con le proposte del Pse e una coalizione credibile e coesa. Progressisti e riformisti devono sottoscrivere un “Patto per l’Italia” di fronte ai cittadini, un impegno pubblico da osservare nell’arco della prossima legislatura.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Sono deluso dalla mancata presenza diretta di un candidato del PSI alle Primarie, perchè avrebbe potuto veicolare le nostre specifiche proposte e caratterizzare la nostra identità di unica forza aderente al PSE e alle sue linee programmatiche. Mi è difficile appoggiare Bersani, che dichiara che il PD “non è di Sinistra”. Preferisco a questo punto ritenermi libero di votare altri candidati che si avvicinano di più al mio essere Socialista. In tal caso valuterò le proposte di Vendola anche per spingerlo ad aderire al PSE.

  2. Tutto quello che c’è scritto nel documento viene “cancellato” dal fatto che non si partecipa alle primarie. Se il PSI è cosi importante,l’unico rappresentante in Italia del socialismo e si è battuto x uno schieramento riformista non può non partecipare alle primarie, scofessa tutto il lavoro di questi anni!!!!!!

  3. Tutto e il contrario di tutto, siamo indispensabili ma poi non presentiamo un candidato alle primarie che ci avrebbe dato visibilità, incoraggiamento agli iscritti e forza ad una futura lista. Che delusione, senza coraggio alcuno!!!!!

  4. E’ vergognoso! Invece di proporre un nostro candidato, sosteniamo il segretario del PD. Con questa scelta scellerata, credo che molti compagni socialisti non andranno a votare alle primarie o, se ci andranno, voteranno altri candidati (questo è quello che di sicuro farò io).
    Nencini & Co, state distruggendo quello che ancora rimane del glorioso PSI… Indietro!

  5. In politica contano i risultati non i sogni. Se porteremo, alla fine di questo tentativo, il Partito socialista italiano in Parlamento Nencini avra’ vinto; se cosi non sara’ si dovranno scegliere nuove linee e nuovi dirigenti. Io sono convinto che il pragmatismo nenciniano vincera’.Ma, ripeto, aspettiamo i risultati.

  6. Sembra la richiesta di uno strapuntino per i soliti “noti”, Nessuna proposta chiaramente politica, nessun rinnovamento; dove appare il “Socialismo” ? vorremmo che la politica di supino appoggio al sistema finanziario cambi e si evidenzi la richiesta di sviluppo e rispetto per i diritti dei lavoratori. Svegliatevi

  7. continuo a sostenere che anche Noi avremmo dovuto proporre una Candidatura alle primarie proprio per dare un segno tangibile di scelta politica in un contesto, almeno per quello che viene dichiarato dai “compagni” PD, di ritrovata unita di intenti. Spero che ci siano ancora margini per tale scelta.

  8. ALLUCINANTE!!!!
    Di fronte a quanto sta accadendo in Italia, piuttosto che cambiare il sistema di selezione della classe dirigente, si blocca il modello ad uno schema democristiano che ha costretto il nostro paese a 60 anni di inamovibilità della nomenclatura partitica. Quella è stata la causa di tutto ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. E che continueremo a vivere se passa questo orripilante testo base.
    Riassumo:
    1 – Preferenze come metodo per scegliere 2 terzi degli eletti in circoscrizioni identiche a quelle di una volta (31 alla Camera e 20 al Senato) – quindi ancora correnti personali, soldi elettorali e ancora tangentopoli;
    2 – 1 terzo degli eletti ancora tramite listini bloccati – quindi ancora una volta nominati gli amici e le amanti dei leader mai votati;
    3 – Premio di governabilità fissato al 12,5% per la coalizione (da assegnare sia per la composizione della Camera, sia per quella del Senato) – quindi inamovibilità dei leader qualora risultassero corrotti.
    4 – sbarramento per entrare in Parlamento fissato al 5%, che scende al 4% per i partiti che scelgono di coalizzarsi, ripartizione dei seggi su base circoscrizionale e non nazionale dei seggi – quindi dipendenza della novità dal conformismo al capo cordata.
    È una cosa orrenda. Il sistema elettorale è la causa di tutto. La proposta di riforma elettorale uscita dalla Commissione Parlamentare è un obbrobrio finalizzato a ripristinare l’inamovibilità democristiana della nomenclatura e a omologare i futuri dirigenti politici ai modi e alle forme di quelli attuali. Siamo passati dal porcellum al porcatum. BISOGNA RIBELLARSI SUBITO PER EVITARE QUESTO ULTERIORE INGANNO.

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