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Opinioni e commenti
 

La Lega si riscopre secessionista e chiede l’euro per il Nord e un’altra moneta per il Sud
Pubblicato il 02-10-2012


“La Lombardia e il Nord l’Euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia e ha bisogno di un’altra moneta. L’Euro non se lo può permettere”. Parola del leghista Matteo Salvini che, per rilanciare un Carroccio allo sfascio, ripropone la solita minestra riscaldata annunciando un vero e proprio referendum: il sogno secessionista di un’Italia spaccata in due e consacrata dalla doppia moneta. L’euro per un Belpaese di serie A e chissà quale altro conio per il Meridione, carrozzone improduttivo e di serie B. Un incubo, un sogno che poteva partorire solo una mente lontana dal Paese reale, da quelle problematiche endemiche che, oggi più di ieri, attanagliano il Nord quanto il Sud.

RISOLVERE I PROBLEMI VERI – Nel tanto decantato “Nord produttivo” le mafie, vero cancro del nostro Pil con il proliferare di episodi di corruzione e lavoro nero, sono vive e vegete e da diversi anni hanno deciso di mettere radici tanto quanto al Sud. Non voler affrontare, con leggi efficaci e una diversa forma mentis, il problema alla radice significa non aver intenzione di risolvere il problema. E allora meglio buttarla in caciara, più semplice rispolverare la solita solfa secessionista. Dimenticandosi che una nazione è una e indivisibile anche perché condivide la stessa moneta, come lo stessa lingua, valori e principi. Una cosa è tutelare le minoranze, linguistiche ad esempio e per questo esiste già una normativa ad hoc, un’altra è cavalcare il sogno distorto di un’Italia spaccata in due, a doppia velocità, di prima e seconda classe.

PARAGONI OFFENSIVI DUE VOLTE – Altrettanto grave è, nelle parole populiste e lontane da qualsiasi logica di buon senso di Salvini, l’aver associato il Meridione alla Grecia. Un’affermazione offensiva per una nazione in seria difficoltà per altre e annose ragioni, una terra che nulla ha da invidiare al “Nord produttivo” dell’Italia in fatto di bellezze e democrazia, un paragone errato sul piano economico. Il tutto dimenticandosi che buona parte del Pil del nostro Paese è costituito dal turismo e dalla promozione dei beni artistico-architettonici per la stragrande maggioranza concentrati al Sud e certamente mal “sfruttati”.

QUELLA VENTENNALE ‘PAZZA IDEA’ – Fa tristezza, in fondo, sentire dal segretario lombardo di un “partito alla frutta” la solita solfa nella speranza di scaldare quella base che dopo la cacciata della Bossi-family è orfana di un leader carismatico capace di infiammare gli animi al di là dei contenuti, quella gente che ha riposto le “scope verdi” del ripulisti usa e getta post Belsito e non sa a chi credere o peggio in cosa credere. E allora spacciamo per nuova la ventennale “pazza idea” della secessione.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Le dichiarazioni di Salvini testimoniano ancora una volta il basso livello di preparazione dei politici della Lega, che almeno in passato potevano provare ad accampare una certa superiorità morale. Ora evidentemente non possono più. La Lega è un Partito alla deriva e Salvini parli pure quanto vuole, fra pochi mesi le sue parole conteranno molto meno.

  2. sono capaci tutti a fare i gradassi con i soldi degli altri, la
    Lega, e non solo, ci deve ridare tutti i soldi nostri gia rubati.
    senza fare inutilmente i commedianti, che posino il malloppo, la “loro corda a cappio” è ancora lì che sventola per le loro ipocrite facce.
    ho conservato molte monetine, anche quelle voleranno indietro.

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