sabato, 15 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Lavoro, Fornero: «I giovani non devono essere “schizzinosi”». Poi chiarisce
Pubblicato il 22-10-2012


Non è nuova a uscite di questo tipo. Elsa Fornero lancia un nuovo messaggio dei suoi. Nel corso di un convegno ad Assolombarda, infatti, il ministro del Welfare aveva consigliato alle giovani generazioni di «uscire da scuola e trovare un’occupazione senza essere troppo choosey (schizzinosi ndr), come si dice in inglese, e prendere le prime offerte e poi, da dentro, guardarsi intorno» perché «non si può più aspettare il posto ideale». E che avrà voluto dire questa volta, tanto da aver bisogno di usare un aggettivo inglese quando esiste quello italiano? Chissà a chi parlava la Fornero. Di fatto, come sulla sparata in merito al “lavoro che non è un diritto”, anche questa volta il ministro si rende conto della gaffe e corregge con un’inversione a “U”: alla richiesta di un commento da parte dei cronisti, infatti, Fornero ha spiegato che «i giovani italiani oggi sono disposti a prendere qualunque lavoro», «tanto è vero che sono in condizioni di precarietà». Poi l’ultima frase che ingarbuglia ancora di più le cose, e rende il suo pensiero una sorta di rebus: «Nel passato quando il mercato del lavoro consentiva cose diverse, qualche volta poteva capitare, ma oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di essere schizzinosi».

I DATI SULLA REALTA’ ITALIANA – Ma, visto che il pensiero della Fornero non sembra chiaro, vediamo un po’ di dati. Se in Europa la media per trovare occupazione è di 12 mesi, in Italia i tempi si allungano drammaticamente fino ad arrivare a più di 18 mesi. Non solo. Il 29% dei disoccupati, in Italia, di lunga durata è laureato in materie umanistiche: Lettere e filosofia, Scienze della comunicazione. È quanto emerge da un’analisi di “Work in progress”, centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione, secondo cui, «mentre nel mondo e in Europa il mercato del lavoro diminuisce notevolmente la sua dinamicità, in Italia questo tracolla anche per effetto dell’instabilità politica del Paese». «E le riforme – si legge ancora nell’indagine – non bastano a sanare il problema: su 102 aziende italiane intervistate, il 73% degli imprenditori ha deciso di sospendere le assunzioni in attesa di maggiore chiarezza della riforma Fornero che, per ora, ha solo ottenuto la riduzione drastica dei contratti a progetto senza aumentare quelli a tempo indeterminato. Inoltre, il 49% degli imprenditori, anche alla luce dei più volte promessi incentivi per assunzione di donne e giovani esprimono dei dubbi, soprattutto per l’episodicità degli incentivi stessi».

PRODUTTIVITA’, «DAL GOVERNO 230 MILIONI. POCO, MA UN PO’ DI RESPIRO» – Nel corso di un convegno nella sede di Assolombarda, il ministro del Lavoro parla anche di produttività. «Le risorse al tavolo della produttività devono essere condizionate al buon esito della trattativa». È quanto ha risposto Elsa Fornero al leader della Cgil, Susanna Camusso, che aveva proposto di utilizzare gli 1,6 miliardi di euro destinati alla produttività per defiscalizzare le assunzioni. Il ministro ha ricordato che il governo ha già attivato un fondo da 230 milioni di euro fino a fine marzo a sostegno dell’occupazione di giovani e donne: «Non è molto, ma è una boccata d’ossigeno in un mercato del lavoro che, in diverse parti del Paese, mostra segni sofferenza», ha spiegato Elsa Fornero.

SUGLI ESODATI, «TUTTI ANDRANNO IN PENSIONE» – Il ministro del Lavoro Elsa Fornero si esprime anche in merito al tema degli esodati, correggendo il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, che oggi ha affermato che tutti gli esodati avranno una pensione. «Beh -risponde a margine di un convegno a Milano- come potrei non confermare? Tutte le persone che hanno avuto un percorso lavorativo e andranno in pensione, certamente avranno la pensione. Quindi non so come interpretare questo». «Forse -continua la Fornero- possiamo correggere così: tutte le persone che sono state salvaguardate avranno sicuramente la pensione, secondo i vecchi requisiti. Se ci saranno altre salvaguardie, e noi ne stiamo adesso discutendo una che riguarda un certo numero di persone che magari sono arrivate nelle maglie di decreti precedenti un po’ troppo severi, anche questi andranno in pensione secondo le vecchie regole, per gli altri potranno andare in pensione con le nuove regole». «Oppure -conclude la Fornero- gli altri lavoratori potranno andare in pensione con le nuove regole. Questo però dipenderà dai prossimi governi».

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento