giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Lazio-gate, il gip su Fiorito: «Sovvenzioni pubbliche come personale portafoglio»
Pubblicato il 02-10-2012


È composta di 29 pagine l’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, Stefano Aprile, su richiesta della Procura della Repubblica e che ha condotto all’arresto, stamane, di Franco Fiorito noto alle cronache come “er Batman” di Anagni, accusato di peculato. Il giudice per le indagini preliminari ha definito «confuse» le dichiarazioni difensive rilasciate dall’ex capogruppo Pdl durante l’interrogatorio delle settimane scorse. Le parole di Fiorito «non hanno in realtà alcun fondamento o riscontro».

FIORITO, MEGLIO IN CARCERE CHE IN REGIONE – Quanto riferito da numerosi testimoni – tra cui il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abruzzese – ha di fatto smentito l’esistenza di una deliberazione «ovvero di una prassi conforme al suo operato». Il riferimento è al cumulo delle indennità. Nel frattempo Fiorito, da poche ore nel carcere di Regina Coeli, si è dichiarato innocente, definendo l’arresto «una forzatura». E alla fine una provocazione in perfetto stile “er Batman” «in carcere – ha sentenziato l’ex capogruppo Pdl – non credo che troverò gente peggiore di quella che ho frequentato in regione e nel partito. Anzi».

LE ACCUSE DEL GIP – Nell’ordinanza si legge che «Fiorito sin dall’inizio della consiliatura ha inteso le sovvenzioni pubbliche previste dalla leggi regionali e le realizzazioni di interessi e utilità pubbliche, come il proprio personale “portafoglio”».  L’ex capogruppo Pdl è ritenuto responsabile di aver ostacolato le indagini rilasciando false dichiarazioni. Inoltre, il magistrato gli rimprovera lo spregiudicato uso di interventi presso organi mediatici.

IL LEGALE TAORMINA, L’ACCUSA DI PECULATO «NON È VALIDA» – Il difensore di Fiorito, Carlo Taormina è tornato a difendere il suo assistito, sottolineando che l’accusa di peculato «non è valida». L’avvocato ha ribadito che: «Si sta discutendo di fatti che non possono essere inquadrati come peculato perchè i finanziamenti ai gruppi consiliari sono considerati come finanziamenti fatti ai partiti a titolo privato». Taormina ha spiegato che quando il denaro entra nei partiti rappresenta «somme a titolo privato e possono solo essere soggetti ad appropriazione indebita. Questo può non piacere, ma è così». Secondo Taormina «c’è stata una gogna mediatica» e dichiara di essere in attesa di vedere, alla fine, «chi è senza peccato».

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