lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Lazio-gate: manette per Fiorito. Tra le spese ‘allegre’ anche una jeep e una caldaia
Pubblicato il 02-10-2012


E manette furono. L’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito, è stato arrestato stamane dal nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Roma, Stefano Aprile, su richiesta della Procura della Repubblica. Fiorito è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di peculato. I militari delle Fiamme Gialle stanno eseguendo una decina di perquisizioni e accertamenti negli uffici e nelle abitazioni dell’ex consigliere. Stupìto il legale di Fiorito, Carlo Taormina che ha prontamente parlato di ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare. Nel frattempo si accende il dibattito politico sulle elezioni nella Regione Lazio. Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti ha esortato perchè «si torni a votare subito, ma proprio subito. La parola deve tornare immediatamente ai cittadini».

L’ACCUSA ALL’EX CAPOGRUPPO REGIONALE – Secondo il gip la decisione dell’arresto si è resa necessaria poiché sussisteva il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Per questi motivi è stato stabilito di procedere all’arresto dell’ex capogruppo regionale del Pdl. Nell’ordinanza è emerso che Fiorito avrebbe comperato una caldaia per la villa del Circeo e una Jeep del valore di 35 mila euro. Tutti acquisti effettuati con i fondi del gruppo Pdl. Secondo quanto accertato, negli ultimi due anni l’ex capogruppo avrebbe movimentato sei milioni di euro per l’attività del gruppo consiliare. Di questi, quattro sarebbero di soli bonifici, tra cui 1 milione e 380 mila euro sarebbero convogliati nei conti personali di Fiorito. Dall’ordinanza del gip sarebbe inoltre emerso il ritrovamento – nel tritacarte e nella pattumiera dell’abitazione dell’indagato – di «frammenti di fatture destinate al gruppo consiliare del Pdl». L’ex capogruppo dunque, che «disponeva liberamente della documentazione che custodiva», avrebbe di fatto manipolato o distrutto parte della stessa.

LA DIFESA DI FIORITO, NON C’È MAI STATO PERICOLO DI FUGA – «L’arresto di Fiorito per l’ipotesi di peculato non è pertinente. C’è una giurisprudenza che dice che quando questo denaro pubblico entra nelle tasche di un partito, piaccia o non piaccia, diventa denaro privato». Questo è stato il commento del legale di Fiorito, Carlo Taormina. «Inoltre – continua – c’è da dire che se hanno arrestato Franco Fiorito, mancano all’appello gli altri 70 consiglieri della Regione Lazio». L’avvocato ha poi annunciato l’intenzione di fare «subito ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare e pensiamo a un altro ricorso, questa volta alla Cassazione, perchè c’è di fondo il problema che qui non c’è peculato, semmai appropriazione indebita. Le perquisizioni effettuate questa mattina, poi, hanno dato esito negativo».

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