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Opinioni e commenti
 

L’uragano più pazzo del mondo: i newyorkesi di fronte a #Sandy
Pubblicato il 30-10-2012


Corrono veloci sul filo dei social network. Più veloci dei venti che sfiorano i 150 km orari dell’uragano. Complici i milioni di smarthphone diffusi capillarmente nell’area della costa est degli Stati Uniti d’America, i cittadini a stelle e strisce vivono il disastroso evento anche nel mondo virtuale. Sono milioni le foto e i video che raccontano di una New York invasa dall’acqua, con le navi mercantili arenate sulla spiaggia. Ma anche tanta la voglia di reagire dei newyorkesi così come la loro creatività e la capacità di non darsi per vinti e trovare il lato positivo delle cose.

TUTTE LE STRANEZZE DI SANDY, DAI SURFISTI METROPOLITANI A PHOTOSHOPPER – Dal giovane che, tavola da surf sotto il braccio, aspetta l’ultimo treno per Manhattan prima dell’interruzione del servizio, fino all’uomo che esce di casa in canoa quasi fosse un abitante della laguna veneta mentre monta sulla sua gondola. Ma anche le avenue e le street immortalate nella storia del cinema attraversate da fiumi d’acqua. E, così come la Grande Mela ha ispirato i grandi registi, Sandy offre anche lo spunto per un po’ di creatività. Tante, infatti, le foto “fake” in circolazione sulla rete: dal sommozzatore alla fermata metro di Times sq, fino alla pinna dello squalo che spunta su una strada allagata del New Jersey. Complice Photoshop e forse la giornata passata in casa a causa degli uffici chiusi, spunta anche una statua della Libertà che scende dal suo piedistallo per ripararcisi e guardare spaventata la tempesta che arriva. Nemmeno “Ground Zero”, per l’occasione trasformato in cascata, è risparmiato dalla satira creativa dei grafici smanettoni.

NATURA VS TECNOLOGIA, SANDY COLPISCE IL WEB – Impazza sul web la corsa al racconto “live” dell’evento attraverso i social network Twitter e Facebook. Ma potrebbero essere proprio le infrastrutture web a subire il contraccolpo dell’arrivo dell’uragano: è la East Coast, infatti, ad ospitare un gran numero di centri di raccolta dati sui quali si appoggiano gli impianti che permettono il funzionamento del World Wide Web. Proprio nell’area su cui si sta abbattendo Sandy sono situati i grandi server dei “big” della rete come Google, Amazon e la stessa Apple. Oggi il sito dell’Huffington Post risulta in down. Le redazioni giornalistiche colpite dalla furia di Sandy hanno deciso di utilizzare proprio i portali dei social network come Facebook e Twitter per continuare il loro lavoro. Per far fronte all’emergenza, Twitter ha creato una pagina di supporto dove scorre un flusso di informazioni continue utile a chi vive nelle zone colpite dall’uragano e previsto un servizio alternativo di Sms, nel caso in cui il sito dovesse andare in down.

SANDY PARALIZZA LA CORSA ALLA CASA BIANCA – Ha fatto irruzione nell’ultima settimana di campagna elettorale. Entrambi i candidati, di fronte all’uragano, si muovono con cautela per non urtare la sensibilità dei milioni di cittadini Usa che combattono contro le intemperie. Obama si è presentato di fronte alla nazione parlando dalla unità di crisi allestita all’interno della casa Bianca. Insomma per il presidente degli States è un’occasione anche di ribadire la sua capacità di essere saldo al comando e mostrarsi come un leader capace di mettere da parte i sui interessi elettorali per stare vicino al Paese in un momento così difficile. Anche Romney ha cancellato un appuntamento elettorale nel Wisconsin previsto per serata di ieri per non apparire troppo interessato alla sua campagna nel bel mezzo di un disastro.

COLPITA L’AVIAZIONE CIVILE – Anche l’aviazione civile è in ginocchio a causa dell’uragano Sandy: nella sola giornata di oggi si stima che oltre 3800 voli, da e per gli Stati Uniti rimarranno a terra. Oltre 13.000 i collegamenti cancellati da sabato scorso. Gli aeroporti più colpiti sono quelli della parte settentrionale della East Coast, lo storico “JFK” e “La Guardia” di New York che, da ieri, chiusi a tempo indeterminato. Bloccato anche il Newark-Liberty di Philadelphia dove sono stati cancellati tutti i voli. Situazione simile anche al “Dulles” e al “Reagan” di Washington e al “Logan” di Boston. Ma gli effetti si fanno sentire anche sulla costa ovest dove 200 voli di collegamento con le località colpite dall’uragano sono rimasti a terra all’aeroporto internazionale di Los Angeles.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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