giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Manette da Milano a Reggio Calabria. La ‘ndrangheta unisce l’Italia
Pubblicato il 10-10-2012


Ci voleva la longa manus della ‘ndrangheta per unire il Nord e il Sud. La criminalità organizzata d’origine calabrese è il filo rosso che lega due vicende di malaffare: a Milano, stamane, è stato arrestato Domenico Zambetti, l’assessore Pdl con delega alla Casa della Regione Lombardia, governata da Roberto Formigoni; a Reggio Calabria, dopo lo scioglimento del Comune deciso ieri dal Consiglio dei Ministri per contiguità mafiose, sempre stamane sono scattate le manette per diversi componenti della cosca Fontana e per il direttore operativo di un’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti dello stesso Comune.

L’ARRESTO DELL’ASSESSORE A MILANO – Zambetti è il responsable dell’assessorato alla Casa e stamane si è trovato costretto a offrire i polsi ai carabinieri che hanno proceduto all’arresto con l’accusa di aver comprato un pacchetto di quattro mila preferenze, determinante per la sua elezione nelle regionali del 2010, sborsando la cifra di duecento mila euro a due colletti bianchi della ‘ndrangheta. Si tratta di Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni, già condannato negli anni scorsi per traffico di droga, che appartiene alla cosca calabrese Morabito-Bruzzaniti; l’altro, referente del clan Mancuso, è l’imprenditore Eugenio Costantino. Con l’arresto di Zambetti, quinto assessore delle varie giunte Formigoni a essere arrestato, salgono a tredici gli esponenti politici, tra Giunta e Consiglio, indagati dal 2010.

IL COMUNE DI REGGIO CALABRIA SI SCIOGLIE, UN DIRETTORE OPERATIVO ARRESTATO – Dopo lo scioglimento della Giunta comunale deciso ieri, stamane l’operazione della GdF e della Squadra mobile di Reggio Calabria contro il clan Fontana ha condotto all’arresto di otto persone e al sequestro di cinque società e immobili per un valore totale di circa 30 milioni di euro. In manette anche Bruno de Caria, direttore operativo della “Leonia”, azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti del Comune di Reggio Calabria. Le accuse sono di associazione mafiosa, turbata libertà nella scelta del crontraente e abuso d’ufficio, tutti aggravati dalla componente mafiosa

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