martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Monti-bis, il mondo politico si divide. Fini e Casini fervidi sostenitori, Bersani contrario
Pubblicato il 01-10-2012


Continua il “tormentone” sull’ipotesi di un Monti-bis, e s’infiamma il dibattito politico. A pochi giorni dall’annuncio della “disponibilità” del premier ad un nuovo mandato di legislatura cominciano a delinearsi gli schieramenti nel mondo politico. Vi sono gli entusiasti come Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini che già si stanno adoperando per riportare il tecnico a Palazzo Chigi, coloro che sono fermamente contrari come il leader del Pd Pier Luigi Bersani e di Sel Nichi Vendola e i perplessi come il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano. Ma dopo le esternazioni degli scorsi giorni circa la sua disponibilità a guidare un esecutivo anche nella prossima Legislatura, oggi, Monti raffredda i bollenti spiriti.

MONTI “SPERA” DI LASCIARE IL GOVERNO IN BUONE MANI – «Spero di lasciare ad altri il governo del Paese, un pò meno rassegnato e un pò più rasserenato» ha dichiarato il primo ministro Mario Monti, in conclusione del suo intervento al Forum della Cooperazione Internazionale. La battuta è stata letta come un ripensamento dopo l’apertura a un nuovo incarico ventilata nel suo viaggio americano anche se, il verbo sperare non necesariamente rappresenta un dietrofront. E se le speranze non fossero attese?

“NON SPINGETE PER FAVORE”, TROPPA PRESSIONE DA MONTEZEMOLO? –  Un’altra lettura potrebbe, invece, interpretare le parole di Monti come una maniera per alleggerire la pressione conseguente all’intervista di Luca Cordero di Montezemolo che ha esplicitato la volontà della fondazione “Italia Futura”, diretta dall’industriale, di appoggiare l’ipotesi di un secondo mandato a Monti. Del resto, da più parti si è voluto leggere lo slancio di Montezemolo come una maniera per declinare, senza fare troppo clamore, la sua candidatura. Una scelta dettata sia dalla presa d’atto sul sondaggi circolati, non proprio incoraggianti per Montezemolo, sia da un ripensamento, per opportunità anche economica, rispetto a un suo interventi “diretto” in politica.

I SOSTENITORI DI UN MONTI-BIS – Se per il leader dell’Udc Casini «realisticamente non esiste alternativa», Fini lancia l’idea di creare una “Lista civica per l’Italia”, che richiami e raccolga i moderati di Pd e Pdl che, in caso di vittoria alle elezioni, riaprirebbe le porte di Palazzo Chigi a Monti. «Non è un’operazione furbesca, guardiamo a italiani seri tra Pd e Pdl» ha tenuto a sottolineare il presidente della Camera. A sostenere l’ipotesi di un Monti-bis si sono espressi il leader della Cisl, Raffaele Bonanni che l’ha definita «un bene» e un simbolo di «autorevolezza» e la Conferenza episcopale, che ha parlato di “soluzione” per contrastare la crisi.

I FERMAMENTE CONTRARI – Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani aveva rimarcato senza mezzi termini la contrarietà a un nuovo mandato di Monti, sottolineando la necessità di tornare alle urne. «Basta scorciatoie e ricette italiche. La politica deve tornare ad essere credibile» tuona Bersani. «La politica – sottolinea il leader democratico – deve rimettersi in gioco, deve affermare il suo ruolo e riconoscere il suo limite. Questo vale anche per l’Italia del dopo-Monti». Bersani aveva poi ricordato che il Partito democratico intende «uscire da questa eccezionalità italica». Lo scenario di un ritorno del premier per il segretario della Cgil Susanna Camusso, «sarebbe un messaggio di rassegnazione e non una prospettiva di cambiamento».

SQUINZI OGNI GIORNO UNA NUOVA SFUMATURA – I giornali definiscono un “endorsement” la dichiarazione di oggi del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che, poco prima che parlasse Monti, aveva detto «Con la legittimità del voto per me Monti va benissimo». Parole che arrivano dopo le dichiarazioni di ieri che lasciavano pensare che il capo degli indistriale fosse contrario a un Monti-bis e auspicasse, invece, che «un Paese di 60 milioni di persone sia capace di esprimere col voto popolare un governo».

I PERPLESSI – Perplesso, ma anche critico era stato il commento del segratario Pdl Angelino Alfano che aveva dichiarato: «In una democrazia non si può fare a meno delle elezioni. Ci vuole rispetto per il risultato elettorale. La prossima primavera si vota, se Monti non si candida è difficile pensare a un secondo mandato per il Professore». O meglio, «come dovrebbe nascere un Monti bis diventa inspiegabile tecnicamente».

Silvia Sequi

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