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Opinioni e commenti
 

Nencini, Bersani e Vendola. Insieme per ricostruire l’Italia che verrà
Pubblicato il 10-10-2012


«Una giornata per ascoltare, per recepire e per fare tesoro delle idee e delle proposte, le stesse che ogni giorno rendono l’Italia più libera e civile», così il segretario del Psi Riccardo Nencini, in apertura del suo intervento alla Residenza Ripetta, ha definito l’incontro dei tre leader della coalizione di centrosinistra con le associazioni e i movimenti della società civile. Ne sono sfilate tante di associazioni, testimonianza di un Paese vivo, che si muove e che vuole partecipare. Questa è la politica con la “P” maiuscola che qualcuno vorrebbe distruggere, per scopi propagandistici e populisti, mettendo tutti i modi di fare, o meglio detto non fare politica sullo stesso piano. Dall’antimafia, alle donne, dai Vigili del fuoco, ai precari, queste, tra le altre, sono le voci che si sono succedute sul palco di “Italia. BeneComune”. Una società civile che va ascoltata per recepire i messaggi da porre alla base di una proposta politica per l’alternativa. Un’alternativa allo «scempio fatto dal liberismo», come ricorda Nichi Vendola, leader di Sel, che sappia rilanciare un «proposta di libertà», come ha sottolineato con forza Nencini.

LE PROPOSTE DEL SEGRETARIO SOCIALISTA – «Tra le priorità della coalizione che si appresta a governare il Paese ci dovrà essere anche quella di rendere pubblici gli incarichi di quelle associazioni attive nella società che contribuiscono ad aprire una nuova fase politica e ad avviare la ricostruzione della nostra Italia». Ha le idee chiare Riccardo Nencini. E le spiega in maniera precisa quando ribadisce che «il prossimo governo dovrà occuparsi di ridistribuzione della ricchezza e di allargamento degli spazi di libertà». «Vietato intralciare qualsiasi forma di partecipazione alla vita pubblica – ha proseguito – ripristinare, piuttosto, la democrazia rappresentativa. Avanzeremo alcune proposte, che caratterizzeranno, tra le altre, la presenza del Psi nella coalizione. La prima, quella di mantenere l’impegno a fare una legge sulla partecipazione, sulla stessa scia del Debat Public francese», un elemento proprio nella direzione di una partecipazione democratica che sappia radicarsi nel territorio e nel tessuto sociale del Paese. «Il terreno sul quale ci muoveremo in questi mesi prima di ridare ai cittadini lo strumento della scelta democratica del governo, è quello del programma, la condivisione del patto per l’Italia su cui chiedere fiducia agli italiani. Che sia riformista e che comunichi il respiro europeo dell’alleanza. Come coalizione mi pare che siamo partiti bene».

BERSANI, «UNA POLITICA POPOLARE DA CONTRAPPORRE AL POPULISMO» – Non fa mistero della difficoltà del momento il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che, con responsabilità, pur in campagna elettorale chiarisce che «governare sarà molto difficile, c’è un intreccio micidiale tra austerità, recessione e distacco tra cittadini e politica. Un avvitamento che promette mesi molto complicati». Per questo, per Bersani, la risposta deve essere in una «governabilità fatta di partecipazione, perché non si può governare senza cittadini». Pier Luigi Bersani ha tirato le conclusioni della giornata passata ad ascoltare le associazioni sottolineando che non si devono «raccontare favole ma trovare parole di verità», perché «la politica deve riconoscere i suoi limiti e prendere qualche rischio». Per Bersani è «popolare la parola da contrapporre al populismo», con una «politica che dia la mano al civismo» in una «riscossa civica e un rinnovamento morale» da concretizzare in una «sussidiarietà non ribaltata, non corporativa ma con la dignità della partecipazione».

VENDOLA, POLITICA INDUSTRIALE BASATA SULLA GREEN ECONOMY – È un Nichi Vendola appassionato quello che parla dal palco di “Italia.BeneComune”. Il governatore della Regione Puglia, dopo aver attentamente ascoltato le associazioni della società civile, chiede con forza di «seppellire» l’idea di società e di sviluppo del passato e rilanciare una politica industriale che si basi sulla green economy vera. Un piano industriale che parta da investimenti e da un cambiamento, anche di valori, che porti la società italiana ad essere società avanzata che compete sul mercato globale grazie alla sua eccellenza. In quest’ottica, per il leader di Sel, pensa sia arrivato il momento di staccare la spina al governo Monti o, in ogni caso, mandare in soffitta l’agenda «sciagurata» di questo esecutivo e in vista delle elezioni lavorare per il cambiamento. A questo, il segretario dei Democratici ha risposto che il Pd rimarrà leale al governo «fino alle elezioni, ma su alcune delle misure della legge diremo la nostra». Per la coalizione di centrosinistra, forza di governo responsabile e aperta ad un dialogo costruttivo tra le sue componenti, anche le divergenze sono alla luce del sole.

Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Sono un elettore di Sinistra Ecologia Libertà e spero che possa nascere quanto prima in Italia un grande partito socialdemocratico, sezione italiana del PSE e dell’IS, dall’unione di SEL, PSI e sinistra PD (escludendo quindi gli ex dc baciapile che tanto non ci starebbero). Sarebbe un partito dal 35% minimo che potrebbe da solo governare e bene il paese.

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