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Opinioni e commenti
 

Non è un Campidoglio per disabili. Guidi (Psi): «Per andare dal sindaco bisogna fare una “scalata”»
Pubblicato il 17-10-2012


“La denuncia di Bertolucci è giusta. Un ingresso posteriore per raggiungere la piazza del Campidoglio esiste ma non è segnalato, è solo per addetti ai lavori. Ma se si vuole andare dal sindaco bisogna fare una vera e propria scalata, sport che lui ama tanto. Ci sono alcuni luoghi del Comune dove si può accedere da ingresso secondario, per vie strette, poco accessibili e sempre chiedendo permesso, come se si volesse mettere una barriera odiosa tra i cittadini e il palazzo”. Parole di sdegno quelle di Antonio Guidi, delegato del sindaco alla disabilità nonché responsabile welfare del Psi, nel commentare con Avanti! la lettera di denuncia al sindaco Alemanno da parte del regista Bernardo Bertolucci per la presenza di barriere architettoniche in Campidoglio. Barriere, l’antica scalinata che porta alla piazza che ospita la statua del Marco Aurelio e gli uffici del sindaco, che hanno impedito allo stesso regista da tempo sulla sedia a rotelle di raggiungere l’agognata meta.

Guidi ha segnalato queste carenze strutturali al sindaco per il quale lei è consulente alla disabilità?

Poco dopo il suo insediamento gli ho sottolineato il problema, ma lui non mi ha ascoltato. Gli ho fatto presente che è umiliante chiedere, aspettare ore per accedere a servizi pubblici: i miei consigli non sono stati presi in considerazione.

Eppure il sindaco Alemanno, in campagna elettorale, puntò molto sul sociale?

Certo, sul sociale e sulla disabilità. Ma poi ha mantenuto troppo poco. Non è stato fatto quello che avevo chiesto. Non sono stati adeguati i servizi di trasporto, non sono state abbattute le barriere di locomozione e architettoniche, non si è dato il massimo ascolto alle persone con disabilità. Non sono stati offerti servizi a tutte quelle persone che vivono in periferie senza alcun servizio e che vorrebbero aver diritto alla scelta, vorrebbero poter essere indipendenti, andare in giro, fare sport, recarsi a lavoro. Ho inviato non meno di 1000 lettere al sindaco per cambiare le cose in questo senso, ma è stato fatto troppo poco. Non sono state portate a termine le iniziative suggerite con la scusa della crisi, mentre poi le risorse venivano spese per altre cose. Tanto poco sono stato ascoltato dal sindaco, quanto invece lo sono stato dalle persone e dalla cooperativa Pegaso.

E’ solo un problema di mancata volontà politica?

No, certe difficoltà di accessibilità sono dipese anche dalle Belle Arti che pensano intoccabili certe realtà. Quello che non è fruibile da tutti non è bello e non lo dico per salvare gli anni di consulente inascoltato del sindaco. Roma è una città difficile per la mobilità perché è grande ma stretta, antica, fatta di scale.

Cosa è riuscito a fare per i disabili come consulente del sindaco?

Sono riuscito a rendere accessibile Via del Corso dando un segnale forte, portando a termine un’operazione di civiltà non da poco. Peccato però che sia stata promossa poco, come se non importasse a questo sindaco. Alemanno preferisce stare sulla difensiva, dire che le cose negative della città non sono colpa sua piuttosto che promuovere le cose belle realizzate.

 Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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