giovedì, 16 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

“Oltre le colline”: il nuovo film di Mungiu tra religione, peccato e demoniaco
Pubblicato il 22-10-2012


Le atmosfere di “Oltre le colline“, in concorso al Festival di Cannes dove ha vinto due premi (migliore interpretazione femminile e migliore sceneggiatura) e ora nelle sale da giovedì, sono quelle tipiche del regista romeno Cristian Mungiu che non concedono niente al sorriso. Anzi. Di scena, la religione, il peccato, ovvero la morbosa passione d’amore tra due ragazze, e il demoniaco. Siamo in un convento isolato della Romania. Qui Alina (Cristina Flutur), una ragazza che viene dalla Germania, raggiunge la sola donna che abbia davvero amato, la mite Voichita (Cosmina Stratan), che nel frattempo si è fatta suora. E qui, nello scandire ordinato e sacro del tempo di un monastero, entra il peccato, o meglio, l’amore passionale per qualcuno che non e’ Dio. Ovvero, entra il demoniaco.

LA TRAMA – Alina ha una sola certezza. Ama Voichit. Vuole dormire con lei, vuole portarla via in Germania ora che l’ha ritrovata, ma la suora non vuole, non riesce a fargli capire come ora il suo cuore sia cambiato. Alina però non è una che molla tanto facilmente e, quando capisce che Voichita non lascerà mai il suo status di suora, fa di tutto per essere accettata nel convento che, nel frattempo, comincia ad avere sospetti sulla vera relazione tra le due ragazze. Tutto si complica quando Alina darà segni di essere posseduta da una forza demoniaca, da qualcosa che la rende folle e incontrollabile. Dopo essere portata in ospedale, e apparentemente curata con dei sedativi, la ragazza, tornata in convento, ripresenta gli stessi sintomi. Così il severo e imponente priore (Valeriu Andriuta) la farà oggetto di un esorcismo dopo averla opportunamente legata. Un esorcismo dalle tragiche conseguenze.

AMORE, ATROCITA’ E LIBERO ARBITRIO – “Oltre le colline – disse Mungiu Palma d’oro a Cannes nel 2007 con ‘4 mesi, 3 settimane e 2 giorni” – è soprattutto un film sull’amore e sul libero arbitrio, e principalmente sul modo in cui l’amore deve confrontarsi con il concetto di bene e male. La maggior parte dei più grandi errori di questo mondo sono stati compiuti in nome della fede e nella convinzione che erano compiuti per una buona causa”. Ma è anche un atto di denuncia “di un certo modo di vivere la religione.. Lavorando sul film – ha spiegato Mungiu a Cannes – ho letto che per la Chiesa Ortodossa ci sono ben 464 peccati. Ne manca solo uno quello dell’indifferenza”. E ancora Mungiu: “il film racconta di una regione del mondo dove una serie infinita di malori e atrocità di ogni sorta ha trasformato la gente, li ha resi incapaci di reagire. Non è loro colpa, ma semplicemente l’istinto di sopravvivenza”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento