lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Perché Nencini ha fatto bene
Pubblicato il 16-10-2012


Eravamo finiti nel 2008. Avevamo corso da soli, rifiutando nove seggi sicuri nel liste del Pd. Avevamo dato dimostrazione di coraggio e disinteresse ai posti. Contrariamente ai radicali che i nove posti, nonostante il parere contrario di Pannella, avevano convintamente accettato. Il risultato era stato anche più magro delle più nere previsioni. Meno della metà di quel che aveva raccolto da solo lo Sdi alle europee del 1999 e di quel che aveva racimolato il Nuovo Psi a quelle del 2004. Una catastrofe. Per la prima volta nella storia i socialisti (non accadeva, eccettuato il regime fascista, dal 1879) si sono trovati fuori dal Parlamento. Ci voleva molto coraggio e molta fede negli ideali per riprendere il camminino, per non mollare. E così abbiamo fatto.

Sapevamo che era difficile, che il percorso sarebbe stato pieno di ostacoli, che era complicato resuscitare ancora, dopo i tentativi di rinascere che si erano moltiplicati dal 1994, generando anche figliastri. Nencini, e noi con lui, ci ha creduto e da Montecatini ad oggi il lavoro comincia a dar frutti. In tanti ci hanno lasciato in questi quattro anni. Angius, Spini e Grillini che ci avevano appena raggiunto, poi Turci che già era stato nel Pci, ma anche deputato della Rosa nel pugno, e De Michelis, Battilocchio e Marzo che provenivano come me dal Nuovo Psi, ma soprattuto i vecchi generali della sconfitta, anzi della disfatta, da Boselli a Villetti, accompagnati dal buon Antenucci, con l’ex ministro Piazza e i segretari regionali Gentile e Zanca, perfino il giovane Mancini che proveniva dai Ds ed è finito nel Pdl. Me ne dimentico altri. Eravamo più soli. Molto più soli.

Ma abbiamo tentato di vivere, riprendendoci la voglia di fare politica, organizzando sit in, promuovendo associazioni per la democrazia, lanciando comitati e tentativi di referendum. Pensando a un partito che era fuori dalle istituzioni, ma non fuori dalla società. E abbiamo seminato una rete di rapporti politici, compiendo anche errori, come fu, almeno per me, quello di dar vita a Sel nel 2009, o di cinguettare con movimenti e temi che si collocavano alla sinistra del Pd, dove per noi ci deve stare solo la laicità. Adesso siamo la terza gamba di un tavolo che esclude sia i neo comunisti, sia i giustizialisti.

E abbiamo il compito di aggregare l’area laica e socialista. Un compito storicamente nostro. Ci siamo ripresi non solo la parola, questa non ce l’aveva tolta nessuno, ma anche la politica. Eppure da qualche parte rimbalza ancora l’accusa che ci viene rivolta d’occuparci di posti. Proprio a noi che i posti abbiamo rifiutato nel 2008. E magari da quegli stessi che senza posti hanno levato le tende. Un pò di coerenza, compagni, non guasterebbe.

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Commenti all'articolo
  1. Il compito di aggregare l’area laica e socialista è molto bello, ma sproporzionato per le poche forze rimaste socialiste e vogliose di impegnarsi . Il tentativo analogo dell’associazione Libera Italia , promosso da Covatta e Teodori, sembra fallito . Così pure non ebbe successo il tentativo di Spini nei Ds di immettere dosi di socialismo europeo negli excomunisti ed exDC . Resto perplesso su un accordo politico con il SEL di Vendola : forse il PSI perderà altri voti socialisti proprio per questo.

  2. Ci hanno lasciato in tanti , ma il socailismo vivrà perchè è il sole del nostro avvenire. Sono daccordo con te, con un pò di buona volontà il partito risorgerà, alla faccia dei disfattisti!
    p.s. I risultati s’incominciano già a vedere!

  3. Il percorso socialista raccontato con lucidità da Mauro Del Bue, è stato indubbiamente difficile, con alti e bassi, ci sono stati momenti in cui erano parecchi i dubbi in merito alla validità del progetto. Oggi grazie all’opera di Nencini il socialismo italiano rientra nell’ambito di una reale proposta di governo, sulla scia delle esperienze del socialismo europeo. Nencini non si è mosso acriticamente nell’adesione al centro sinistra, sono venuti a maturazione eventi significativi, determinati dalla leadership bersaniana, che riassumo: 1) Presa di distanza da parte del leader democrat dagli attacchi di Di Pietro al Capo dello Stato, quest’ultimo oggetto di una vergognosa campagna giustizialista; 2) chiaro posizionamento di Bersani nel solco del Socialismo Europeo, sia in materia di Europeismo e di lettura della crisi economica; 3) Rinuncia del Pd a farsi attrarre dalle istanze massimaliste della sinistra, la mancata inclusione nell’alleanza della Federazione della Sinistra è un’atto importante che in pochi, a livello mediatico riconoscono.Non dimentichiamo che l’Unione prodiana incluse questa frangia della sinistra con risultati disastrosi nell’attività dell’esecutivo. Inoltre Nencini ha indubbiamente rilanciato il vascello socialista e il nuovo Avanti! una volta crollato Lavitola, è il simbolo della ritrovata verve socialista.

  4. Io non mi pento, invece, di aver dato tutte le mie energie per far decollare SeL. Il contributo dei socialisti, di un partito con una propria identità, con una propria dignità, una storia, è stato di grande importanza per impedire derive massimaliste e leaderistiche …. peccato che poi Vendola abbia voluto farsi un Suo partito.

  5. Evidentemente il Compagno Del Bue era disposto a sciogliere il Partito nel 2008, perchè nei “9 minuti” in cui si è svolto l’incontro in Campidoglio di Boselli e Angius con Veltroni e Franceschini la condizione “preliminare per parlare di posti” era lo scioglimento del Partito. In verità non mi pare che dentro il PD sia stato mosso qualche intervento per la scelta di Di Pietro e i Radicali e l’impedimento all’accordo con i Socialisti. Tutto si è mosso sulla linea di ammazzare tutti e lasciare lo spazio al PD e al PDL di Berlusconi. Provenendo Del Bue da una scelta nel Centro-Destra avversa qualsiasi intesa del Partito a Sinistra con Vendola, che invece avrebbe potuto avere un processo positivo di ancoraggio al PSE. Questa sua contrarietà a SEL spero sia stata cancellata, visto che stiamo insieme ad una alleanza PD, SEL e PSI, di cui noi siamo comunque i più deboli.Mi domando come ci presenteremo alle elezioni a fronte di una legge che pone lo sbarramento al 5%. Avremo una nostra lista oppure sarà unitaria con i diversi simboli oppure avremo candidati nel PD. Non riesco ad avere risposte al riguardo e ci sono compagni che mi chiedono ogni giorno dove saremo.

  6. Sono d’accordo con Del Bue, in particolare quando riconosce lo sforzo politico, ed io aggiungo la generosità, di Riccardo Nencini. La nostra scelta è lineare con la tradizione e collocazione storica dei socialisti. Ora dobbiamo lavorare tutti per raggiungere l’obiettivo e tornare in parlamento per parlare, agire, fare politica per il paese e difendere i più deboli che stanno sopportando un peso non più tollerabile. Giancarlo Moschin

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