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Opinioni e commenti
 

Primarie: anche Vendola in corsa. Nencini (Psi): «Contributo per il progetto di alleanza riformista»
Pubblicato il 02-10-2012


«Accetto la sfida: per vincerla». È l’annuncio che viene da Nichi Vendola, leader di Sel, che ha annunciato la sua candidatura alle primarie di coalizione del centrosinistra. Con una missione ben precisa: «Scacciare il fantasma del Monti bis e trasformare le primarie da ennesima faida di partito a occasione di svolta per il Paese». Primo appuntamento elettorale al Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, sabato prossimo alle 18. Una mossa che arriva dopo le titubanze dei giorni scorsi. Il governatore della Puglia, infatti, non aveva escluso la possibilità di non correre per evitare di finire schiacciato dalla competizione Bersani-Renzi che rischia di tramutarsi in una sorta di “congresso” del Pd. Inoltre Vendola aveva anche spiegato di voler aspettare che fosse fatta luce su tutte le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto. In merito a queste Vendola aveva detto: «Sono sicuro di aver agito nel rispetto della legge, ma voglio che sia certificato. Non voglio che nessun elettore abbia imbarazzo, aspetto l’esito della giustizia».

CASINI “INORRIDISCE” ALL’IDEA DI UN GOVERNO PD-SEL, MA BERSANI GLI RICORDA CHE NON INORRIDIVA DI BERLUSCONI – Dure le parole di Pier Ferdinando Casini che, apprendendo della candidatura di Vendola alle primarie, ha detto di «inorridire» all’idea di un Governo con Pd e Sel. Dopo poco è arrivata la replica del segretario del Pd Pier Luigi Bersani che, ironicamente, ha commentato sottolineando che Casini non inorridiva quando era alleato con Silvio Berlusconi mentre il centrosinistra portava «l’Italia nell’euro». «Io capisco che Casini debba fare il suo mestiere, ma certe parole sono un po’ forti: inorridire… In un contesto di centrosinistra, noi abbiamo portato l’Europa nell’euro, mentre Pier Ferdinando inorridiva assieme a Berlusconi in quel momento lì. Penso che in Europa se lo ricordino. Credo possano essere rassicurati sulla barra saldamente europeista ma rigorosa e riformatrice che vogliamo tenere», ha aggiunto Bersani che sembra voler liquidare la questione.

IL SEGRETARIO DEL PSI NENCINI – Intervenuto in merito alla candidatura di Vendola, il segretario del Psi Nencini, che pochi giorni fa dal congresso dei Socialisti europei di Bruxelles aveva annunciato di rinunciare a correre per appoggiare la canditura di Bersani, ha dichiarato: «Vendola candidato alle primarie è un fatto positivo, un contributo che arricchisce il progetto di un’alleanza riformista per governare l’Italia».

FIORONI (PD) LANCIA UN APPELLO A BERSANI, «NON SCEGLIERE GLI ANTI-MONTI» – E l’annuncio di Vendola ha attirato anche critiche “interne” nei confronti di Bersani. Il leader dei popolari del Pd Beppe Fioroni ha invitato, infatti, il Segretario del Pd a preferire i moderati che guardano al Monti-bis rispetto a chi, come Nichi Vendola, si oppone all’agenda del Primo Ministro e ad un’alleanza al centro. «Le primarie non si possono fare con Vendola, visto che lui rifiuta il programma di Monti e un’alleanza coi moderati. A questo punto, se proprio vogliono fare le primarie, le si faccia come selezione tra i candidati Democratici. Facciamo cioè un congresso straordinario del Partito democratico», è la proposta di Fioroni.

TUTTI I CANDIDATI DELLE PRIMARIE – Con la decisione di Nichi Vendola di scendere in pista saranno sei i candidati alle primarie del centrosinistra: Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Laura Puppato, Sandro Gozi (tutti e quattro del Pd), Nichi Vendola (Sel) e Bruno Tabacci (Api). Sei contendenti come nelle primarie del 2005, quelle che portarono Romano Prodi ad essere il candidato primo ministro dell’Unione. In quell’occasione, oltre al Professore si presentarono Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, Ivan Scalfarotto e Simona Panzino. La consultazione si concluse con la netta affermazione di Prodi, al quale andò il 75 per cento dei voti; Bertinotti ebbe il 14,6, Mastella il 4,5, Di Piero il 3,3, Pecoraro Scanio il 2,2, Scalfarotto lo 0,6 e Panzino lo 0,5. Altre due volte, nel 2007 e nel 2009, il Pd ha fatto ricorso alle primarie per sceglier il proprio leader. Nel 2007 la corsa si svolse tra cinque contendenti: Walter Veltroni (che vinse con il 75 per cento) Rosy Bindi, Enrico Letta, Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronski. Le primarie di partito del 2009 furono vinte invece da Pierluigi Bersani segretario con circa il 53%. La corsa fu a tre, infatti parteciparono anche Dario Franceschini (34%) e Ignazio Marino (13%).

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Evviva l’alleanza riformista!! Evviva il nuovo governo che durerà da Natale a S. Stefano!! Evviva il ministro Fassina ministro dell’economia!! Evviva il ministro Damiano al Lavoro!! Baci e abbracci con Ichino!! Evviva i siindacati con la testa al secolo scorso!! Tutto è riformismo!! Auguri.

  2. riformista nichi vendola? ma avete bevuto il cervello? non ho parole vi siete ridotti a scendiletto del PCI/PDS/DS/PD e chissà quale sarà la prossima evoluzione, degni eredi dei carristi di morando

  3. Caro Nencini che tu abbia voglia di sedere in parlamento nella prossima legislatura lo capisco e ti auguro di arrivarci. Ma che tu per arrivarci giudichi positivo il fatto che Vendola scenda in campo mi spaventa un po’. Allora è vero che noi socialisti siamo degli autolesionisti: noi siamo riformisti cosa abbiamo a che fare con i comunisti, secondo me nulla. Le ammucchiate hanno fatto già molti guai, ripetere gli errori mi sembra molto sbagliato: l’ultimo governo Prodi non ha insegnato nulla???

  4. la partecipazione di Vendola e’ positiva. Contribuisce ad evitare che le primarie siano una resa dei conti all’interno del pd . Non credo che i socialisti possano accettare in silenzio tutte le pesanti ingiustizie del governo Monti che non spinge neppure per la Tobin tax

  5. I due poli non esistono, o, meglio, non sono ancora pronti nel nostro paese e nussuno ora li vuole, per cui fare pseudo allenaze per andare in quella direzione non è produttivo. Se Sel vuole esistere vada per conto suo, poi eventualmente si faranno accordi di governo. Mettere in un solo vaso diavolo e acqua santa (Vendola e Follini) è un esperimento nato per fallire all’origine. E’ già troppo se Noi ci alleiamo con quel mini-compromesso storico del PD !

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