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Opinioni e commenti
 

Quando la barca Pdl affonda gli “Alemanni” scappano
Pubblicato il 05-10-2012


Si sa c’è una storia dei fatti e una storia delle versioni. Il “caso Pdl” nel Lazio che racconta, in proiezione, il futuro del Popolo della Libertà su tutto il territorio nazionale, non sfugge a questa logica. Mentre la nave affonda sono in tanti i topi che scappano cercando di mettersi in salvo. Dal discorso della Polverini, che da responsabile politico della degenerazione ha cercato di accreditarsi come paladina dell’onestà, a Gianni Alemanno che, colpito da amnesia circa lo scandalo “Parentopoli”, fa professione di fede annunciando la necessità di fare pulizia in casa Pdl per «presentarsi con una situazione rinnovata». La verità è che quel progetto politico ideato da Silvio Berlusconi vent’anni fa è in fase di decomposizione, maleodorante. Quell’idea, fondata sul corpo del leader come unica interfaccia teatrale di una galassia di favoritismi, incompetenze e occupazione delle Istituzioni crolla sotto l’evoluzione di avvenimenti che ha contribuito a rendere tumultuosi.

UNA COMPETIZIONE SENZA STORIA – Dopo la mossa di Zingaretti, che annuncia di lasciare la competizione per la poltrona di sindaco in favore di una sua candidatura alla Regione, si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono l’attuale ministro per la Cooperazione come candidato del Pd al Campidoglio. David Sassoli, eurodeputato democratico, ha dichiarato in merito che Riccardi è «il meglio che questa città possa esprimere» appoggiando anche che l’attuale presidente della Provincia di Roma è un candidato autorevole, che ha tutte le potenzialità per fare bene e promuovere una nuova classe dirigente, che rompa con i vecchi potentati». Consapevole di non avere alcuna freccia al suo arco per competere sul piano professionale, politico, di competenze, di statura istituzionale e caratura umana con l’attuale ministro Riccardi, Alemanno cerca di minimizzare. Al margine degli Stati generali del il turismo, infatti, a chi gli chiede come veda un Riccardi candidato sindaco, il primo cittadino di “Roma capitale” risponde che «non ci sono segnali chiari da questo punto di vista». Un’affermazione che non trova riscontro nei fatti e che parla più dell’imbarazzo di Alemanno che dei possibili scenari in campo: lo stesso Riccardi, infatti, non si tira indietro di fronte alla possibilità di correre per il Campidoglio affermando che «Sarebbe una bella esperienza».

LA BARCA CHE AFFONDA – Ma i problemi del sindaco Alemanno non vengono solo dalla possibile competizione con una figura come quella del ministro Riccardi. Anche dentro casa con lo sciogliersi del fango le serpi vengono fuori. Tra gli altri il deputato del Pdl Guido Crosetto che, riferendosi alle parole di Alemanno, dice chiaro e tondo che «non è il nome della lista che dà dignità ai candidati ma sono i candidati che danno dignità alle liste». Una silurata che arriva ad Alemanno mentre, di fronte allo specchio, è intento a darsi il trucco. E il voler prendere le distanze dal “Popolo delle Libertà” sembra proprio essere infettivo. Alfredo Mantovano, presentato in una trasmissione televisiva come “deputato del Pdl” ha replicato di esserlo «Ancora per poco». E, a dimostrazione del fatto che il coperchio berlusconiano tenesse in piedi una babele di azzeccagarbugli, il vicepresidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, annuncia che «il prossimo 2 dicembre probabilmente si terrà un’assemblea straordinaria» che, tra le altre cose, potrebbe avere come ordine del giorno anche il cambio del nome del partito, specificando che «al momento sono 40 le ipotesi» sul tavolo. Chissà se cambiare frettolosamente bandiera eviterà alla barca di affondare. In un Paese normale non dovrebbe accadere.

Roberto Capocelli

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Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Adesso gli italiani si accorgono che il PDL era un partito do plastica, capitanato dal pluririfatto berlusconi, ora tramontato Berlusconi i vari Alemanno & Co, si afrettano a dire che bisogna rifondare un nuovo partito, ma suvvia MEZZECALZETTE NON SI DEVE RIFONDARE UN NUOVO PARTITO BISOGNA RIFONDARE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE FATTA DA PERSONE ONESTE E NON CORROTTE E LECCACULI COME VOI EX DC, EX MSI, EX PSI, EX PRI, EX PSDI, EX PLI, VIA TUTTI E LARGO AI NUOVI CHE VI FANNO PAURA COME I GRILLINI .

  2. Caro Claudio, ma secondo tè , perchè siamo in questa situazione?
    Per me l’Italia sobillato da tante forze 20/anni fà si spazzò via una classe dirigente politica, tutti ladri , e il tutti ladri giustificò tutti sollevò tutti dalla fatica di ragionare su quanto stava succedendo.
    Si cercò il nuovo uomo della provvidenza, arrivò Berlusconi, ed imbarco le mezze calzette della prima repubblica alle quali non parve vero di poter contunuare l’andazzo, senza i valori e gli ideali il senso dello stato dei vari PSI-PLI-DC- PCI etc. istitutalizzarono l’andazzo l’istituzione divenne il proprio bancomat.
    Ragiona su quanto ho su scritto , ragiona con la tua testa , non con quella del populismo, e sappi che che non devi chiamare noi EX,
    non siamo EX di nulla, ma siamo i socialisti da 120 anni, credimi la sola ,purtroppo piccola speranza in una Italia nella merda.
    Paura di Grillo, certo , paura per l’Italia , sarebbe come una invasione di cavallette dopo una carestia.
    Con un sincero augurio di buona riflessione, saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    PSI fed. di Torino

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