martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Saint Laurent, sconcerto per la neo-hippy in total black
Pubblicato il 02-10-2012


Sconcertati, perfino attoniti: sono rimasti di stucco gli ospiti della sfilata di Saint Laurent, la prima di Hedi Slimane, l’evento piu’ atteso della settimana della moda francese. Che dire infatti di una neo-hippy tutta in nero, di una datata Marianne Faithfull per giunta in lutto, con largo cappello e abitoni a balze? “Bisognerebbe tacerne e aspettare – suggeriva qualcuno – fino alla prossima stagione di sfilate, per vedere se davvero Slimane è in grado di fare lo stilista di Saint Laurent”.

TANTI OSPITI E POCA MODA – Ma della collezione bisogna pur parlare e allora è meglio raccontare tutto dall’inizio. Gli invitati erano meno del solito, ma quando gli ‘happy few’ sono entrati al Grand Palais, invece di essere subito accolti dalla maestosità dell’edificio, sono dovuti passare – e già questo la dice lunga sul personaggio Slimane – attraverso un meandro di uffici e corridoi per arrivare finalmente in uno scatolone nero, caldo e soffocante. In prima fila c’e’ comunque quasi tutta la moda disponibile in questi giorni a Parigi. Gli stilisti Marc Jacobs, Peter Dundas, Azzedine Alaia, Vivienne Westwood, Alber Elbaz che aveva disegnato tanto bene Ysl, ci sono Kate Moss con il marito, Penelope Cruz, c’e’ Betty Catroux, antica musa della maison, vicino a Pierre Berge’, socio e sodale del grande Yves e, all’epoca, parliamo degli anni 90, grande sostenitore di Slimane quando lavorava con loro. Accanto a Berge’ ecco la ‘la premiere compagne’ di Francia, Valerie Trierwailer, con l’aria sobriamente sorridente e vestita con un tailleur nero di Ysl.

NERO OVUNQUE COME UN’OSSESSIONE – Insomma ci sono tutti gli ingredienti di un evento di moda elettrizzante. Il soffitto nero si apre con grande effetto scenico, scendono le casse musicali e le luci, la musica elettronica martella, il pubblico trattiene il fiato. Ecco la prima modella: tutta in nero, ha un largo cappello, giacca e pantaloni maschili sottilissimi, un grande fiocco al collo e tacchi a spillo. Sembra un omaggio iniziale alla storia della maison, ma lo show continua con le citazioni. Tutto nero, un tocco di smoking, la camicia trasparente sui calzoni (ma strettissimi, uguali a quelli che Slimane faceva da Dior Uomo) un po’ di maculato con effetto di grigio. Il nero e’ ossessivo, tranne una sahariana coloniale (‘ma Yves la faceva meglio’ e’ il commento prevalente) e un giubbetto di camoscio a frange, forse un omaggio all’America dove Slimane si e’ rifugiato. Va detto infatti che il direttore creativo di Saint Laurent, oltre ad aver fatto togliere il nome Yves dal marchio, ha preteso di restare a Los Angeles e di fare tutto da li’, con il suo staff che va avanti e indietro.

LA NEO-HIPPY CHE FA SCONCERTO – La sfilata continua e arriva subito la neo-hippy, che occupa la scena fino alla fine. Una figlia dei fiori calata nella pece di Slimane: cappellone, capelli lisci, abiti lunghi a balze, a volants, di chiffon o di crepe, stretti in vita da alte cinture o anche sciolti, quasi talari, mantelle nere con cappuccio. Oppure piu’ sessantottina, con la gonna lunga che un tempo era di ‘crosta’ e adesso e’ di camoscio ma ugualmente chiusa davanti dagli automatici. Solo che, chi la portava allora, parliamo di quattro decenni fa, contestava la moda e non solo, girava con la chitarra e voleva cambiare il mondo. Qui invece siamo nel tempio del lusso, ma continuiamo: ecco le maniche larghe e sbuffanti, le galle sui polsi, le camiciole di pizzo (che un tempo si cercavano sulle bancarelle) e sempre le gonne lunghissime, romantiche e hippy e, sopra, la mantella-tabarro per coprirsi fino ai piedi, anch’essa nera, con cappuccio e ciuffo di passamaneria. Il finale porta un po’ di colore: gli abiti sono gli stessi, ma compare il verde smeraldo, il blu, il beige e perfino il rosso. Le cappe sono sempre nere e anche l’umore del pubblico: l’applauso non e’ scrosciante, i visi sono perplessi. Gli esperti dicono che quando una sfilata non piace alla stampa, la collezione avra’ successo commerciale. Glielo auguriamo.

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