lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Assolto Vendola perché «il fatto non sussiste». Il leader di Sel: «Sono felice, la vita mi è stata restituita»
Pubblicato il 31-10-2012


Assolto. Questa la sentenza del gup di Bari, Susanna de Felice nei confronti di Nichi Vendola. “Il fatto non sussiste”, questa la motivazione dell’assoluzione. Il leader di Sel era accusato di concorso in abuso d’ufficio per la nomina del Professor Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari. La Procura aveva chiesto venti mesi per Vendola e per Lea Cosentino, l’ex direttore generale dell’Asl di Bari, coimputata con il governatore della Puglia, grande sua accusatrice, anche lei assolta. Vendola, visibilmente commosso, ha detto di aver «vissuto un’intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità. Oggi mi è stato restituito questo».
LA COMMOZIONE DI VENDOLA – Il leader di Sel, che aveva annunciato il ritiro dalla vita pubblica in caso di condanna, ha spiegato che: «Quello che avevo deciso era sincero. Non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell’onore che è prescritto dalla Costituzione. Mi sarei ritirato dalla vita pubblica». «Per me non era e non è in gioco una contestazione specifica rispetto a cui penso di poter documentare assoluta trasparenza dei miei comportamenti» ha concluso.
LE ACCUSE DELLA PROCURA E L’INCHIESTA – La pubblica accusa di Bari aveva chiesto venti mesi di reclusione per il leader di Sel e per Lea Cosentino. Il reato che veniva loro contestato era quello concorso in abuso d’ufficio: secondo la Procura, tra il settembre 2008 e l’aprile 2009, Vendola avrebbe fatto pressioni sull’ex direttore generale di Bari Cosentino perchè venisse riaperto il concorso per un posto da primario all’ospedale San Paolo di Bari, al fine di consentire al professore Paolo Sardelli di parteciparvi.
Silvia Sequi
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