martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scampia rosso sangue, un altro morto ammazzato per errore
Pubblicato il 17-10-2012


Si è tornato a sparare e Napoli. E a morire. Nelle ultime ore è caduto, nel quartiere di Marianella, sotto una pioggia di proiettili, il 30enne Pasquale Romano. Un omicidio di Camorra. Ma Romano non era il vero obiettivo dei killer secondo quanto stanno appurando le indagini degli investigatori che si sono concentrate sull’eventualità che si tratti di uno scambio di persona. «Ho una rabbia dentro che è indescrivibile. Vorrei guardarli in faccia, anche per un solo momento, queste bestie che hanno ucciso mio nipote. Hanno distrutto una famiglia e per questo devono pagare. Devono finire in carcere a marcire per il dolore che hanno causato» ha detto, in lacrime, Anna De Ciccio, zia di Pasquale Romano.

GUERRA DI CAMORRA – La zona di Marinella, tra Chiaiano e Scampia, è uno dei tre punti di un noto territorio controllato dal clan Lo Russo che si inserisce a pieno titolo, sulla mappa del crimine partenopeo, nell’area della guerra tra la cosca del rione Vanella-Grassi e gli scissionisti. Proprio pochi giorni fa il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri aveva commentato il successo del “Patto per Scampia”, soluzione che mira a intervenire sul tessuto sociale delle aree ad alta infiltrazione camorristica, non escludendo la possibilità che l’esperimento potrebbe essere allargato all’intera città «Se ci saranno le condizioni». Un bisogno dettato dalla consapevolezza del fatto che a Napoli è in atto una faida di camorra nella zona a nord del capoluogo campano per il controllo del traffico di droga che frutta milioni di euro. Quella periferia nord di Napoli che, nel 2004, era saltata al centro della sanguinosa faida tra i clan Di Lauro e degli scissionisti e che oggi rivive ancora l’incubo dei morti ammazzati nelle strade.

IL BUSINESS DELLA DROGA – Ed è sempre la droga e il controllo delle piazze di spaccio a rappresentare il principale interesse criminale per il quale si uccide. Dalla storica roccaforte del clan Di Lauro nel Rione Fiori a via Dante, fino a via Roma, ai confini con Scampia, passando da via Cupa dell’Arco. Una guerra che non risparmia nemmeno i minori, spesso usati per nascondere droga e trasportare armi.  Una guerra che genera violenza, che dilania Napoli e che uccide innocenti. Come ha ricordato la zia di Pasquale Romano «Una cosa è vedere per televisione quanta violenza la gente perbene è costretta a subire un’altra è provarla sulla propria pelle. La giustizia? Speriamo che arrivi presto».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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