mercoledì, 26 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

“Shades of Women”, quando la fotografia va in scena a teatro
Pubblicato il 12-10-2012


Non solo immagini. Ma anche lettura di testi, musica e performance artistiche che interagiscono tra loro. Questi gli ingredienti delle cinque serate dedicate all’universo della fotografia al femminile che propongono trenta tra le più apprezzate e premiate fotografe internazionali, all’interno della rassegna “Shades of Women. Lo sguardo femminile sulla realtà che ci circonda ”, ideata dall’artista romana Ilaria Prili. «Fotografia non soltanto come fatto estetico-cronachistico, ma anche, e forse soprattutto, come arte capace di indagare la psicologia dell’uomo nel suo vivere qui ed ora, nella prospettiva affascinante dei valori e dei problemi dell’essere». Questo lo spirito che anima la kermesse che, dopo il successo della prima stagione teatrale, torna nella cornice del “Teatro Due” di Roma.
LE CINQUE SERATE – Ogni appuntamento, in scena il lunedì, sarà dedicato a un tema diverso. La serata inaugurale di lunedì 22 ottobre, “Bleeding blossoms – Germogli spezzati”, tratta un breve viaggio nelle perversioni della violenza, soprattutto quando schiaccia l’incontenibile desiderio di libertà e di conquista di elementari diritti di giustizia ed equità. “Minds in path – I luoghi e i volti” sarà il titolo della serata del 5 novembre mentre quello che scandirà la serata di lunedì 19 sarà “Nasty Circles – Circoli viziosi”. Nel mese di dicembre, gli appuntamenti saranno due: “Binding ways – Le molteplici vie di un legame”, previsto per il giorno 3, mentre il 17 la kermesse concluderà con la serata dal tema “Thin ice – Storie di donne”.

IL PROGETTO DI ILARIA PRILI – La fotografa romana Ilaria Prili ha «immaginato un programma della rassegna articolato su cinque serate di proiezioni multimediali accompagnate da musica, letture e performances artistiche». Lo scopo dell’interazione è quello di «illustrare allo spettatore la visione delle ricerche fotografiche di alcune tra le migliori fotografe emergenti italiane ed internazionali». Dopo aver selezionato il lavoro di alcune di loro, Prili ha cercato di «esplorare la migliore produzione della fotografia italiana ed europea spaziando dall’autoritratto al reportage, dalla fotografia concettuale a quella più astratta. Ho quindi tentato di svelare o rivelare sfaccettature, dettagli, impressioni, passioni – continua – un caleidoscopio insomma, di emozioni, visioni, poesia che sono poi lo specchio delle infinite gamme di sfumature concesse allo “sguardo femminile”».

Silvia Sequi

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