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Opinioni e commenti
 

Slitta l’approvazione del ddl diffamazione. Sallusti: «Politici cialtroni e ipocriti»
Pubblicato il 17-10-2012


«E’ successo quello che immaginavo. Questi politici cialtroni sono ipocriti e codardi. Ora la Procura renda esecutiva la pena e mi venga a prendere». Questo il commento duro di Alessandro Sallusti dopo la notizia dello slittamento dei tempi per l’approvazione del Ddl diffamazione oltre il 26 ottobre, giorno in cui termina la sospensione della pena per il direttore de “Il Giornale”. «Io chiedo a questo punto alla Procura di trasmettermi l’ordine di carcerazione che non ho ancora ricevuto», ha aggiunto Sallusti che ha ribadito che non chiederà la pena alternativa dell’affidamento ai servizi sociali. «Vorrei capire chi si prende la responsabilità di tenere questo ordine nel cassetto. Voglio che cessi questo trattamento anormale, evidentemente non mi hanno mandato l’ordine perché non hanno il coraggio di renderlo esecutivo essendosi resi conto dell’errore che hanno fatto. Si vergognano».

LO SLITTAMENTO DEL DDL – Dopo lo scoppio del caso relativo ad un corsivo su un fatto di cronaca del 2007, firmato sotto pseudonimo Dreyfus, per il quale Sallusti è stato condannato a 14 mesi di carcere con l’accusa di omesso controllo, il mondo della politica, in seguito alla condanna, si era mobilitato promettendo una riforma lampo della normativa sul reato di diffamazione a mezzo stampa. Ma la commissione Giustizia del Senato non si esprimerà più in sede deliberante, perché come spiegano fonti della commissione «si tratta di una materia troppo complessa ed è bene che il testo venga esaminato anche dall’Aula». Dopo l’approvazione in Commissione quindi il ddl dovrà dunque essere approvato dalle Camera. Ma il 26 ottobre scadranno i 30 giorni di sospensione richiesti dalla procura di Milano per Sallusti e per il giornalista potrebbero aprirsi le porte del carcere.

LA PROTESTA DELLA FNSI, «IL TESTO CONTIENE MODIFICHE INQUIETANTI» – Intanto la Federazione nazionale della stampa lancia l’allarme in merito anche ad alcune modifiche della legge sulla stampa. «Suscitano profonda preoccupazione alcune ipotesi di modifica della legge sulla stampa e del codice penale all’esame del Senato, che rischiano di aggiungere lacci all’autonomia e alla libertà dell’informazione. Nessuna urgenza può giustificare rimedi peggiori del male». E’ il monito della Federazione nazionale della stampa, alla vigilia del voto in commissione Giustizia al Senato. «Non perda, perciò, il Parlamento l’occasione per una vera riforma della legge sulla diffamazione a mezzo stampa, quella riforma che il giornalismo italiano sollecita da anni. La Fnsi rinnova l’appello ai senatori e alle senatrici della commissione Giustizia, che nelle prossime ore voteranno il testo in sede deliberante.

«L’eliminazione del carcere per i giornalisti – si legge nella nota diffusa dalla Fnsi – è certo necessaria e importante, ma se (come prevedono alcuni emendamenti) fosse abbinata ad un pesante aumento delle sanzioni produrrebbe un condizionamento ancora più minaccioso al quotidiano esercizio del diritto-dovere di informare». Per la Federazione della stampa «è giusto rafforzare, come vero ristoro di eventuale danno, l’obbligo di rettifica (fin qui troppo spesso disatteso dalla categoria), ma allora essa deve essere considerata, tranne che nei casi di grave recidiva, motivo di esclusione della procedibilità».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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