martedì, 19 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Studenti in piazza contro le scelte del governo
Pubblicato il 12-10-2012


Non solo spending review e disegno di legge 953 (ex Aprea) sulla riforma della scuola italiana. L’altro giorno il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di stabilità che, tra le varie sforbicate, prevede il taglio un miliardo alla scuola, l’aumento dell’orario di lavoro per la secondaria e la perdita di quasi 30.000 posti per i precari. Contro queste drastiche scelte governative, gli studenti gridano un tuonante “no” e scendono in piazza per dissentire dall’attacco alla scuola pubblica da parte del governo dei tecnici. Lunghi cortei e sit-in stanno popolando molte città di Italia per difendere l’istruzione e il lavoro dai tagli dell’esecutivo guidato dal Professor Monti, nel giorno dello sciopero nazionale dei lavoratori della scuola, indetto a livello nazionale dal sindacato. A sfilare insegnanti, precari, personale scolastico, studenti e anche genitori. A Bologna si distribuiscono mele per ricordare che la scuola italiana è “alla frutta”, a Roma, centinaia di studenti stanno sfilando dietro lo slogan “La scuola non è in vendita. Risorse – stop Aprea – diritto allo studio”.

LA PROTESTA CONTRO IL DDL APREA – Tra le ragioni di protesta vi sono dunque la spending review e il disegno di legge Aprea. La Flc (Federazione Lavoratori della conoscenza) ricorda che: «Gli otto miliardi di tagli dal 2008 e i 150.000 posti in meno», ma «con la spending review e le nuove riduzioni di spesa di cui si sta parlando – avverte la segretaria della Flc di Bologna, Francesca Ruocco – la situazione peggiorerà ulteriormente». L’altra ragione per manifestare fa riferimento al disegno di legge 953 (ex Aprea, dal nome dell’assessore lombardo all’Istruzione Valentina Aprea che lo ha concepito) che – dopo un iter parlamentare che dura da anni – è recentemente passato alla Camera in sede deliberante, minacciando così l’esistenza della scuola pubblica. Tra le misure previste dal ddl vi è infatti l’aziendalizzazione delle scuole, l’ingresso di finanziatori privati nei consigli di istituto, l’orientamento verso un modello “produttivo” che vede l’istruzione superiore solo in prospettiva lavorativa e premia gli istituti soltanto in base a un non meglio identificato criterio di efficienza, compromettendo seriamente i finanziamenti pubblici. Inoltre, questo provvedimento «non garantirà più la rappresentanza nelle scuole di studenti e genitori», ammonisce un coordinatore della Rete degli studenti di Bologna.

A MILANO GLI STUDENTI SOTTO IL PIRELLONE – La manifestazione a Milano ha visto il corteo degli studenti fermarsi sotto il Pirellone, sede del Consiglio regionale, per urlare la richiesta di “dimissioni” del governatore Roberto Formigoni e dell’assessore lombardo all’Istruzione Valentina Aprea. Sembra che decine di manifestanti stiano scavalcando il cancello della sede per approdare al di là della cancellata a mani alzate. Le forze dell’ordine sono state disposte in tenuta anti sommossa.

Silvia Sequi

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