domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Stupri e crimini dei soldati americani a Okinawa. Una guerra mai finita
Pubblicato il 19-10-2012


Li chiamavano “soldati fantasma”. Erano i soldati giapponesi che, per fedeltà ai principi del Bushido, il codice di condotta dei guerrieri nipponici, non si arresero agli alleati dopo il settembre del ’45 continuando a combattere. L’ultimo si arrese nel 1980. Ma, anche sul lato degli americani, a Okinawa la guerra sembra essere mai finita. La presenza massiccia di militari statunitensi sulla principale delle isole Ryukyu, restituita alla sovranità giapponese solo nel 1972, provoca forti tensioni. In particolare, l’allarme deriva dai periodici e continuati stupri di cui i militari Usa si sono macchiati nei decenni. L’ultimo, avvenuto martedì, ha portato all’arresto di due marinai 23enni ed è destinato a rendere ulteriormente complessa la forzata convivenza.

AUTORITA’ STATUNITENSI ORDINANO COPRIFUOCO IMMEDIATO – Commentando l’episodio della violenza sulla ragazza il generale Sam Angelella, comandante delle forze statunitensi in Giappone ha detto. «Tengo a scusarmi personalmente per il dolore e il trauma che la vittima ha subito e per l’offesa al popolo di Okinawa». Oltre alla violenza sessuale la giovane è stata anche ferita al collo dai due militari. Angelella ha ordinato anche un “coprifuoco immediato” al personale militare in Giappone, vietando ai soldati a stelle e strisce di circolare all’esterno delle basi tra le 23 e le 5 del mattino. Lo stesso ordine vale per i militari in missione che dovessero trovarsi in altri alloggi o in albergo. Un atteggiamento di responsabilità, questo, che tuttavia non ha sempre accompagnato le forze americane nella loro storia nell’Arcipelago nel dopoguerra. Anche l’ambasciatore Usa a Tokyo, John Roos, ha promesso collaborazione piena alle indagini. In passato è capitato che le forze americane si siano rifiutate di consegnare soldati-stupratori sulla base degli accordi bilaterali – in particolare l’US-Japan Status of Forces Agreement del 1960 – che fornivano, di fatto, l’extraterritorialità al personale americano.

ATTITUDINE USA CAMBIO’ DOPO LE PROTESTE DEL 1995 – La musica è cambiata dopo un caso particolarmente odioso: lo stupro di una ragazza di 12 anni da parte di tre marinai Usa nel 1995. Al primo rifiuto del comandante americano di consegnare i tre colpevoli alla giustizia nipponica, seguirono le più numerose manifestazioni contro la presenza americana che si siano mai viste a Okinawa. Washington fu costretta a fare marcia indietro: consegnò i tre marines che furono condannati a pene tra i sei anni e mezzo e i sette anni. Il presidente dell’epoca Bill Clinton, in un incontro di emergenza col primo ministro nipponico Ryutaro Hashimoto, firmò una revisione degli accordi che prevede la giurisdizione giapponese sui reati commessi in Giappone.

SOLDATI USA PROTAGONISTI DI CRIMINI ATROCI – Ma l’accordo tra i due presidenti non ha impedito che si ripetessero casi del genere, compresi assalti contro studentesse di scuola media e persino, nel 2005, contro una bambina della scuola elementare. A Okinawa al momento ci sono 22mila soldati Usa, quasi la metà di tutta la forza presente in Giappone. Dalla restituzione al Giappone dell’isola, sono stati registrati quasi 6mila reati che hanno coinvolto militari americani. In quasi 600 casi si parla di reati gravissimi, che vanno dall’omicidio allo stupro. A, rendere ulteriormente odiosa la presenza americana, i circa 1.500 incidenti avvenuti durante le esercitazioni. Ormai l’insofferenza nei confronti della pressione militare Usa su Okinawa è ampiamente diffuso anche a Tokyo.

INDIGNAZIONE POPOLARE – Già tre anni fa, la vittoria elettorale del Partito democratico giapponese su una piattaforma che, tra l’altro, prevedeva proprio la richiesta a Washington di liberare Okinawa della presenza militare, che occupa una parte sproporzionata dei terreni dell’isola, ha dimostrato che la misura è colma. Poi l’allora primo ministro Yukio Hatoyama non è riuscito nel suo intento e questo è stato uno dei motivi principali che hanno portato alla fine del suo incarico di capo del governo. A settembre ci sono state nell’isola importanti manifestazioni per protestare contro il dislocamento nell’isola di una dozzina di aerei a decollo verticale Osprey, che nel mondo hanno già più volte provocato incidenti. E dopo lo stupro di martedì le reazioni anche a livello governativo sono state intense. Okinawa occupa una posizione strategica nel Pacifico, sfruttata dagli Usa prima nell’ambito della guerra fredda contro il blocco comunista, oggi in funzione di contenimento della potenza montante della Cina. Tuttavia, la pressione sull’isola, teatro durante la seconda guerra mondiale di uno dei peggiori massacri della storia, dovrebbe alleggerirsi di circa una metà della forza, che dovrebbe essere ridislocata a Guam.

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