venerdì, 25 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

TERREMOTO NEL POLLINO: UNA VITTIMA, DANNI E TANTA PAURA. CONTINUA LO SCIAME SISMICO
Pubblicato il 26-10-2012


Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5 è stata registrata all’1:05 di questa notte nella zona del massiccio del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria tra le province di Potenza e Cosenza. Quasi l’intera popolazione dei comuni di Mormanno (Cosenza) e Rotonda (Potenza) si è riversata in strada, impaurita per la scossa di terremoto. Dalle strutture centrali di sicurezza viene ribadito che non sono giunte fino a questo momento segnalazioni di persone ferite. Una persona risulta deceduta a causa di un infarto. Carabinieri e operatori di soccorso stanno raggiungendo tutte le contrade delle aree interessate dal sisma. Nell’area di Rotonda è stata segnalata, in conseguenza del sisma una fuga di gas in una centrale elettrica, subito posta sotto controllo.

CONTINUA LO SCIAME SISMICO, A BASSA PROFONDITA’ – Lo sciame sismico sta proseguendo anche dopo la scossa più intensa dell’1:05, considerato che al momento l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) segnala 34 movimenti tellurici nell’area del Pollino, ai quali si aggiunge una scossa nel distretto del Monte Alpi Sirino, situato sempre nel massiccio calabro-lucano. La replica più forte è stata registrata pochi minuti dopo, alle 1:16, con una magnitudo di 3.3. La particolarità dello sciame sismico del Pollino è che tutti gli eventi hanno avuto una profondità non superiore ai dieci chilometri, e per questo ancora più pericolosi per i possibili effetti. Secondo quanto riferito dal presidente del parco del Pollino, Mimmo Pappaterra, che vive a Mormanno (Cosenza), è attesa da un momento all’altro l’arrivo di una colonna mobile per la sistemazione nelle tende di una cinquantina di pazienti dell’ospedale evacuati dopo la scossa della notte. Dalle prime verifiche che sono in corso nel centro del Pollino, risultano danni anche alla cattedrale di Mormanno e in numerose abitazioni del centro storico.

IL MINISTRO CLINI – «Credo che la comunità scientifica debba sentire la solidarietà ma soprattutto la fiducia del governo». Così il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a Radio Rai ha risposto a una domanda se nel Consiglio dei ministri in programma stamattina sarà in qualche modo affrontato anche il tema delle dimissione dei componenti della Commissione Grandi rischi, dopo la sentenza del Tribunale de l’Aquila. Sulla attività sismica in corso nel Pollino, dove si è registrata la scorsa notte una forte scossa, il ministro ha detto che «la prevenzione conta». «In un una situazione di incertezza su sulle previsioni – ha aggiunto – è importante avere, da un lato, la sicurezza degli edifici e delle infrastrutture e, dall’altro, le informazioni aggiornate alla popolazione circa le iniziative che deve prendere e i comportamenti da adottare».

IL SISMOLOGO, NON CONOSCIAMO BENE QUELLA ZONA PER LA SUA MARGINALITA’ SOCIALE – La scossa della scorsa notte «è solo l’ultima di una lunga sequenza che ormai dura da circa due anni. E’ l’ultima ma è anche la più forte purtroppo, e quindi ci preoccupa un pochino più che in passato». Lo afferma Gianluca Valensise, esperto dell’Ingv sulla sismicità della zona. Valensise spiega che in quella zona «c’è un problema di conoscenza. In altri settori dell’Appennino le nostre conoscenze sui terremoti storici affondano ben indietro nel tempo: arriviamo in epoca medievale, in alcuni casi anche prima. Quindi eventuali terremoti molto forti e molto antichi in qualche modo ci sono noti. Qui invece siamo in una zona che, per motivi di marginalità storica, commerciale, per ragioni anche facili da capire visto che siamo in alta montagna, è rimasta abbastanza fuori dai canali normali dell’informazione storica, e quindi noi conosciamo la sismicità di questa zona solo per gli ultimi tre-quattro secoli. In altre parole se qui ci fosse stato un terremoto anche piuttosto forte, molto più forte di quello di stanotte, nel XIV-XV secolo noi potremmo non saperlo».

NEL POLLINO SI DORME IN AUTO DA MESI – Da diversi mesi gli abitanti della zona del Pollino hanno deciso di dormire in auto o sistemazioni di fortuna, perché impauriti dalle numerose scosse di terremoto che si verificano quotidianamente. Il massiccio del Pollino, al confine tra la Calabria e la Basilicata, è infatti interessato da circa due anni da uno sciame sismico che ha già fatto registrare oltre 2.200 scosse di terremoto. Nessuna, però, fino ad oggi, era stata dell’intensità di quella che ha colpito la zona compresa tra i comuni di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello. Già in altre occasioni, però, le scosse sono state distintamente avvertite dalla popolazione e il susseguirsi di terremoti ha creato un clima di ansia e di paura nelle popolazioni delle zone colpite.

La situazione di disagio è stata segnalata nelle settimane scorse dal sindaco di Mormanno, Guglielmo Armentano, che il 2 ottobre scorso, in una comunicazione inviata al Dipartimento nazionale della Protezione civile ed al presidente della Regione Calabria, ha parlato di «un grave stato di disagio, accompagnato da panico e apprensione da parte dei cittadini e dalla modifica del loro stile di vita, tanto che in molti preferiscono trascorrere le notti in auto». Lo stesso giorno il Dipartimento della Protezione civile aveva convocato la Commissione nazionale Grandi Rischi – settore Rischio sismico per analizzare lo sciame sismico del Pollino, «come era già stato previsto di fare per affrontare il tema delle sequenze sismiche che periodicamente e ripetutamente interessano diverse aree del Paese».

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento