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Tributi Italia: Lo scandalo che il sindaco socialista D’Alessio annunciò e nessuno volle ascoltare
Pubblicato il 04-10-2012


Potrebbe essere solo la punta di un iceberg, ma sicuramente è la cronaca di uno scandalo annunciato. È stato arrestato, insieme ad altre quattro persone, Giuseppe Saggese, l’amministratore di “Tributi Italia” società di riscossione di imposte come Ici, Tarsu, Tosap per conto di una miriade di amministrazioni pubbliche. Quei soldi, che sarebbero dovuti ritornare ai cittadini sotto forma di servizi sarebbero finiti, invece, nelle tasche degli amministratori della società, trasformatasi negli anni in una vera e propria holding. La somma di denaro, sottratta all’erario pubblico, si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di euro. Uno scandalo contro il quale si scagliò, diversi anni fa, Domenico D’Alessio, il sindaco socialista di Aprilia. La vicenda fu poi portata all’attenzione nazionale da delle interrogazioni parlamentari dell’on. Ludovico Vico del Pd e dell’on. Rita Bernadrini dei Radicali, la stessa che ha ricordato all’Avanti!: «Ricordo chiaramente che, all’epoca delle interrogazioni, il governo Berlusconi, e in particolare il ministro Tremonti, fece letteralmente di tutto per salvare “Tributi Italia”».

APRILIA DOVE IL SINDACO SOCIALISTA SI OPPOSE AL PORTO DELLE NEBBIE – Uno dei filoni dell’inchiesta parte da Aprilia dove la riscossione dei tributi era gestita dalla A.ser., società che fa capo proprio a “Tributi Italia”. Una storia che inizia più di dieci anni fa quando Domenico D’Alessio, sindaco socialista oggi deceduto, nella notte del 19 marzo del ’99 è, insieme ad un altro consigliere, l’unico che dai banchi dell’opposizione vota contro l’affidamento alla società “A.ser” del servizio di riscossione e accertamento dei tributi del comune. D’Alessio diventa sindaco nel 2009 forte di un enorme appoggio popolare che aveva conquistato con la sua battaglia per la legalità contro lo scandalo delle tasse sottratte. Si era presentato con quattro liste civiche e ha schiacciato sia la destra che la sinistra.

RIZZO SUL CORSERA RICORDA D’ALESSIO E IL SUO “ALLARME INASCOLTATO” – E dalle pagine del Corriere della Sera, Sergio Rizzo firma di punta di via Solferino,  ricorda in un editoriale di oggi dal titolo “Un allarme inascoltato” lo scomparso sindaco socialista D’Alessio, che per primo denunciò l’anomalia che oggi esplode sotto gi occhi sbalorditi del Paese. Rizzo spiega che se si fosse «dato retta qualche anno fa» al sindaco «oggi non saremmo arrivati a questo punto con centinaia di milioni delle tasse pagate dai cittadini inghiottiti da un gorgo di auto di lusso, yacht, aerei privati, di vacanze da sogno e feste». Una riflessione, quella di Rizzo, che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che in politica non sono tutti uguali come affermano i populisti dell’ultim’ora che vorrebbero cavalcare la pur giustificata indignazione popolare. L’esempio di D’Alessio e dei socialisti insegna questo: sarà la politica, quella migliore, quella fatta di contenuti e ragionamenti, in grado di immaginare il Paese e salvare l’Italia.

GLI STRANI INTRECCI DI TRIBUTI ITALIA – La “Tributi Italia” era nata come “Publiconsult” nel 1986, e si era poi trasformata in “San Giorgio” nel 2004, andando alla conquista del “mercato” fagocitando le concorrenti più piccole che operano nel business della riscossione delle imposte, tra cui la Ipe, la Ausoni, la Gestor, e la Rtl. Oggi quel castello crolla sotto le indagini della magistratura che indaga su un ventaglio di reati che vanno dal peculato alla dichiarazione fraudolenta attraverso l’uso di fatture per giustificare operazioni inesistenti, fino all’omesso versamento di ritenute certificate e dell’Iva. Gli arresti sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza di Genova su ordine del Gip del Tribunale di Chiavari, Fabrizio Garofalo, che ha accolto le richieste di custodia cautelare avanzate dal pm Francesco Cozzi. Ma sono gli intrecci politici che lasciano perplessi.

YACHT E SOGGIORNI DI LUSSO, NENCINI (PSI): «UN MALAFFARE SULLA PELLE DEI CITTADINI» – Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, gli indagati invece di restituire nelle casse dei Comuni le somme incassate, trattenevano il denaro sul conto corrente della società lucrando, in prima battuta, sulla plusvalenza degli interessi. Con delle triangolazioni, anche usando società riconducibili allo stesso Saggese, poi i fondi venivano dirottati a beneficio dello stesso. Saggese avrebbe ripetutamente effettuato prelievi giornalieri di denaro contante dai conti della società. Prelievi che arrivavano fino a 10.000 euro con cui comprava automobili di lusso, pagava feste e ricevimenti, organizzava concerti, e fittava yacht di lusso e aerei. «Un malaffare ordito sulla pelle dei contribuenti e dei comuni» ha detto Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, che ha ricordato: «Quando Domenico D’Alessio, indimenticato sindaco socialista di Aprilia, denunciava il malaffare attorno a “Tributi Italia” nessuno, tranne i concittadini che lo avevano eletto in modo plebiscitario, si preoccupò di ascoltarlo. Una battaglia di coraggio, condotta nel silenzio da parte dei media nazionali, su tutti il servizio pubblico. Oggi lo ricordo con orgoglio e riconoscenza».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

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@robbocap

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