venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Unione bancaria. Il socialista Hollande ha la meglio sulla Merkel
Pubblicato il 19-10-2012


La prima sessione del Consiglio Europeo in programma a Bruxelles si è conclusa con un passo in avanti sulla vigilanza bancaria unica. Si è trattato di un compromesso tra la posizione della Germania, alquanto ostile ad una supervisione accentrata a livello europeo che potrebbe far emergere problemi di patrimonializzazione delle proprie banche locali, e l’asse franco-italiano, che invece ritiene la vigilanza bancaria unica fondamentale per imporre regole concorrenziali uniformi tra le istituzioni finanziarie europee. E’ stata dunque pattuita una roadmap precisa: entro la fine del 2012 dovrà essere completata e concordata la cornice normativa della vigilanza bancaria accentrata a livello europeo. Una volta superato questo passaggio, sarà possibile l’implementazione operativa della stessa e questo dovrebbe avvenire entro il prossimo anno.

VIGILANZA BANCARIA, ECCO COSA CAMBIA – Per l’attuazione della vigilanza occorrerà anche distinguere in seno alla Banca Centrale Europea le funzioni di politica monetaria da quelle di supervisione. Queste ultime dovranno essere svolte dalla BCE impiegando il più possibile le varie banche centrali dei singoli Stati dell’eurozona. Durante il Consiglio è stato anche deciso che la vigilanza bancaria non riguarderà solo i Paesi dell’area euro, ma anche quei Paesi dell’Unione Europea che decidano spontaneamente di aderire. Inoltre, dietro la pressione di questi ultimi e al fine di preservare il mercato unico dei servizi finanziari, si dovrà trovare il giusto equilibrio di rappresentanza in seno alla Autorità Bancaria Europea, che manterrà i suoi attuali poteri e responsabilità, ma con un focus sempre più diretto a preservare la stabilità del sistema finanziario europeo nonché la trasparenza dei mercati e dei prodotti finanziari nei Paesi non euro.

FONDO DI SOLIDARIETA’ EUROPEA ANCHE PER LE BANCHE –  Un altro punto che è stato ribadito durante il Consiglio Europeo è che una volta che la vigilanza bancaria unica sarà divenuta operativa, il Meccanismo Europeo di Stabilità, ossia il fondo di solidarietà europeo costituito con una dotazione di 700 miliardi di euro per evitare il fallimento degli Stati, potrà intervenire direttamente per ricapitalizzare le banche dell’area euro in difficoltà. Questo al fine di interrompere il circolo vizioso tra banche e rischi sovrani, che nasce dal fatto che le banche hanno in pancia molti titoli di Stato che diventati più rischiosi, impongono una maggiore patrimonializzazione delle banche stesse. I criteri esatti con cui il Meccanismo Europeo di Stabilità potrà intervenire a favore delle banche dovranno essere definiti in seno all’Eurogruppo dai Ministri dell’Economia e Finanza degli Stati membri dell’Unione che hanno adottato l’euro.

BOCCIATO IL SUPERVISORE UNIVO DEI BILANCI DEGLI STATI – E’ stata invece bocciata, almeno per il momento, l’idea tedesca di un supervisore unico dei bilanci degli Stati, soprattutto perché la Francia non è al momento disponibile ad ulteriori cessioni di sovranità. Ma anche perché, come rimarcato dal Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, gli strumenti già adottati in sede europea, quali ad esempio il fiscal compact, sono ritenuti sufficienti per far convergere le economie europee verso una maggiore unione fiscale. Se l’obiettivo dei capi di Stato e di Governo europei resta dunque quello di puntellare l’unione monetaria nella convinzione che senza questa non può esistere una stabile unione europea fiscale e politica, il Consiglio Europeo ha però notato la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo democratico e responsabilità dei decision makers nei confronti della popolazione europea. Una delle idee che è stata lanciata è quella di migliorare il livello di cooperazione fra il Parlamento Europeo ed i Parlamenti nazionali.

NIENTE DI FATTO PER AIUTI ALLA GRECIA – Infine i leaders europei si sono espressi sulla Grecia, apprezzando la determinazione del Governo greco nel portare avanti il consolidamento fiscale e strutturale dei conti pubblici nonché gli sforzi della popolazione greca. L’auspicio è quello di avere in Grecia un settore privato più competitivo ed un settore pubblico più efficiente. Ma per gli aiuti tutto è rimandato all’Eurogruppo di metà novembre, quando probabilmente sarà completato anche il processo di revisione dei conti e sarà stato raggiunto un accordo tra la troika e lo stesso Governo greco.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. La crisi europea ha le radici non solo in politiche economiche poco virtuose che hanno favorito le speculazioni finanziarie ma anche da un’assenza di prospettive per il futuro. E’ allora necessario rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni. I Governi ,i Parlamenti, gli organi elettivi nazionali devono avere maggiore peso nella realizzazione del progetto unitario europeo. Alltrimenti la cessione di sovranità, da alcuni invocata da altri temuta, rischia seriamente di essere percepita come un nuovo tipo di accentramento delle responsabilità.

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