lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Un’alleanza riformista tra forze politiche autonome
Pubblicato il 02-10-2012


Care compagne, cari compagni,

sono reduce dai lavori del IX congresso del Partito Socialista Europeo in cui l’Italia è stata rappresentata dal Psi. Ho discusso con il neoeletto presidente del partito Serghei Stanishev, con il presidente dell’Internazionale socialista George Papandreou e con i vertici del Pse della situazione e delle prospettive dell’alleanza di centrosinistra che si sta definendo in Italia e che sarà siglata il prossimo 13 ottobre. Non si tratta di una riproposizione dell’Unione del 2006 ma esattamente l’opposto perché, a causa di un insufficiente profilo riformista e di un condizionamento della sinistra radicale e antagonista, quella coalizione non fu in grado di dispiegare un’azione di governo adeguata.

Si tratta, al contrario, di un’alleanza riformista tra forze politiche autonome, unite dal comune obiettivo di rilanciare il nostro Paese, nella cornice di una forte identità europea, con un programma i cui punti qualificanti sono rappresentati dall’affermazione dei valori dell’equità, del rigore, della solidarietà e dell’innovazione, dal 2008 il portolano dell’iniziativa politica del nostro partito e che dovranno essere declinati insieme alla difesa della laicità dello stato di cui il Psi sarà testimone e strenuo difensore, nella prospettiva, che noi auspichiamo, di una futura convergenza di governo con l’Udc e della definitiva esclusione dell’Idv e della sinistra radicale.

Nella stesura del programma indicheremo ai nostri partner alcuni impegni per noi irrinunciabili: l’introduzione dell’imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze, la difesa della scuola pubblica e del merito, maggiori investimenti nella ricerca e nell’università e forte sostegno alle politiche per l’occupazione giovanile e femminile, l’abbassamento della pressione fiscale sugli stipendi, la riaffermazione della libertà religiosa e di culto, della laicità dello Stato (anche in relazione ai temi riguardanti la libertà individuale come il “fine vita”), la messa a punto di una legge contro l’omofobia e la difesa irrinunciabile dei diritti civili di ognuno, nel rispetto del Trattato di Nizza (Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea)  e infine la costituzione  di una piattaforma europea in cui si riconoscano tutti i riformisti che si richiamano al socialismo europeo.

Con i vertici del Pse, dopo averne discusso in precedenza con i nostri segretari regionali e nella segreteria nazionale del partito riuniti a margine della recente Festa Socialista di Perugia, abbiamo convenuto che il Psi e i partiti che si riconoscono nell’alleanza e intendono concorrere alla definizione di un programma di governo coerente  con le idee e le proposte del Pse, sostengano,  ciascuno in modo autonomo, la candidatura di Pier Luigi Bersani alle prossime primarie della coalizione che designeranno il candidato premier.

Per il nostro partito si tratta di un risultato di assoluto rilievo volto a superare un altro ostacolo che si frappone al  raggiungimento dell’obiettivo prioritario che, all’indomani della sconfitta elettorale del 2008 che comportò la nostra esclusione del Parlamento nazionale, ci eravamo assegnati con il congresso di Montecatini, confermato  dai successivi appuntamenti congressuali di Perugia e Fiuggi: il ritorno del Partito Socialista Italiano nelle aule parlamentari, condizione indispensabile per l’affermazione di un rinnovato protagonismo socialista nell’ambito della politica nazionale.

Il IX Congresso, infine, ha definitivamente sanzionato che il Psi è l’unico partito italiano titolato ad essere  parte integrante del Pse. Il compagno Luca Cefisi è stato confermato unico rappresentante italiano nell’Ufficio di Presidenza. Infatti il congresso ha dichiarato decaduti i DS e, come sapete, il Pd, per sua scelta,  non ne fa parte.

Sono certo, alla luce di queste considerazioni, che l’impegno e l’apporto del nostro partito nelle imminenti elezioni primarie sarà importante e sostanziale.

Con un forte abbraccio

Riccardo

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Sono quasi completamente d’accordo con l’analisi di prospettiva Politica del compagno Riccardo, la cosa che mi fa’ torcere il naso e’ che dal momento che si e’ definita una alleanza riformista “autonomista” si scegli di partecipare alle primarie sostenendo la candidatura dll’Onorevole Bersani e non invece approfittando di questa occasione nel proporre un Nostro candidato. Questa nostra scelta ci consentirebbe, ancora meglio, di proporre dei N/s candidati al momento delle elezioni inseriti nella coalizione. Non dobbiamo scambiare un sostegno a Bersani per avere garantito alcuni posti in lista, dobbiamo guadagnarcelo sul campo con un impegno diretto confrontandoci con la gente. Non dimentico quello che ci hanno fatto nel passato i “compagni comunisti”, anche se hanno cambiato maglia, sempre gli stessi sono. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, recitava un vecchio proverbio. Non ultimo l’esclusione dalla lista per le elezioni precedenti. Non ci servono le loro credenziali, li dobbiamo meritare da parte della opinione pubblica. Con il N/s impegno sui valori ideali che il Partito Socialista ha rappresentato in questi ultimi 120 anni, sicuramente ci verranno riconosciuti dalla gente. Auguri!.

  2. Caro Segretario, anche quesa volta non farò mancare il mio voto al PS!, così come faccio da tanti anni. Concedemi, però, di fare alcune critiche al tuo articolo, apprezzato, sufficientemente condiviso, ma con alcune sfumature più grigie che chiare. Ora, mi sembra che tu ti sia un pò “sbilanciato” sull’alleanza riformista quando “ragioni” in termin di centrosinistra. Credi proprio che l’UDC sia in grado di darti quelle potenziali riforme che ritieni di fare? E poi, caro segretario, se i socialisti hanno deciso di partecipare alle alleanze per ritornare in Parlamento, lo posso capire. Anche, forse, alla luce, di finanziamenti di cui, immagino, che il partito ne abbia bisogno. La realtà è diversa. Personalmente la realtà è che Bersani, non ha ancora risolto: il grande dilemma che sta nella non netta distinzione tra sinistra riformista e sinistra massimalista. Bersani finirà come Prodi!! La destra del PD non vuole Vendola, ma Vendola, ora, si presenta alle primarie, il che significa che parteciperà alla nuova armata Brancaleone. Non è il concetto di laicità o quello dei dirittti civili che ci “separano” dai colleghi di SEL, ci separano le riforme, ci separano tutte le iniziative economiche che il prossimo governo dovrà prendere con leggi e decisioni impopolari. ma ti immagini come ndranno d’accordo Fassina e Damiano da una parte e Ichino e Morando dall’altra? Caro Nencini tu con chi stai? Vogliamo difendere l’Agenda Monti? se sì, non si hanno molte scelte, o si sta da una parte o dall’altra. Siccome tutto ciò non avverrà, il buon Bersani farà la fine di Prodi e noi ne saremo coivolti.
    Caro Nencini, tu parli di merito. Il merito è un principio liberale che i socialisti riformisti hanno difeso da sempre. Ma tutti sanno che cosa comporta a livello di riforme la difesa del merito? Contratti nazionali da abolire, rottura della concertazione, valorizzazione dei dirigenti pubblici, procedure severe, scuola, Università dei baroni, ecc. Mai una parola di autocritica o di autoriforma da parte dei sindacati!! Tutti vogliono conservare tutto!! Tu parli di tasse ai ricchi, rendite finanziarie, patrimoniali, ecc., ma tu sai quanti miliardi riesci ad ottenere? Io penso che siano briciole!! La realtà è che bisogna affrontare il grandissimo capitolo della spesa pubblica. 8000 enti e associazioni inutili, senza quello che succede nelle Regioni di cui siamo tutti a conoscenza. Caro segretario, buon lavoro, ma credo che sarai coinvolto in un allenaza che già in partenza non potrà durare a lungo. Auguri sinceri.

  3. Caro Riccardo, bisogna uscire dall’ambiguità. Bersani un giorno è con Casini e un giorno con Vendola e spera in un’alleanza che produca quel 40% che con il premio di maggioranza gli consenta di governare.Ma su molte cose, come si sente in questi giorni, le differenze fra i due sono incolmabili e si accompagnano anche con denigrazioni personali. Sono d’accordo con chi sostiene che bisogna uscire dall’ambiguità e puntare ad alleanze sulla base di programmi precisi e comprensibili del PD cui gli altri, se vogliono, possono pronunciarsi anche parzialmente a favore perchè sui matrimoni gay, sull’Euro, sulle politiche sindacali, sul laicismo, sul rigore accompagnato da giustizia ed equità ma efficace nel momento attuale e quindi sull’agenda Monti, Vendola e Casini la pensano in modo diametralmente opposto. Bersani merita stima e rispetto però la posizione del PD sulle alleanze è troppo timida e incerta. La gente non ci capisce e la destra ha buon gioco a mettere in piazza televisiva le nostre contraddizioni. Fermiamoci sulle alleanze e diciamo chiaro e forte cosa vogliamo fare. Gli altri ci dicano cosa ne pensano perchè alla fine se il c.d. centro dei moderati rimane solo e non vuole finire in braccio ai reduci del berlusconismo deve puntare verso sinistra. E Vendola, se non vuole rischiare di essere fagocitato da Grillo o da Di Pietro, deve ammorbidire alcune sue punte polemiche e sgombrare il campo da ciò che in Italia non può avere consenso. Vedo che molti vecchi socialisti riformisti apprezzano Renzi che va avanti come un treno.Sgombrata una certa spocchiosità da toscanaccio è un gladiatore che può vincere nell’arena e conquistare quei consensi dei delusi ingannati dalla destra e degli astensionisti cronici che serve a scompaginare l’elettorato a nostro favore. Poi le alleanze verranno. Ma se la tecnica staliniana di uccidere i presunti oppositori nella culla avrà il sopravvento ci rimetterà tutta la sinistra riformista. Il Psi dovrebbe riconfermare la stima e l’appoggio a Bersani ma esprimere un apprezzamento sincero e fondato su Renzi che non è solo un nuovo vuoto ma è una risorsa propositiva coerente con un centrosinistra riformista e moderno governato da un PD che sappia stare sulla scena con abilità comunicative che non possono rimaner appannaggio del solo e solito Berlusconi.

  4. Ho già scritto in un altro commento, scusate se mi ripeto, che, a mio modestissimo parere, in Italia senza il centro non si vince o comunque non si governa (è lontana l’ Europa) e che le cose più belle, forse, le hanno fatte le culture socialista e cattolica democratica (non cattocomunista) quando si sono incontrate.

  5. Non credo piu’ al vecchio ritornello che “senza i cattolici in Italia non si governa”. Questa frase poteva andar bene 20 anni fa, ma ora stiamo vivendo una svolta nel panorama politico importante che richiede audacia. Rifugiarsi per l’ennesima volta in una alleanza al centro NON ci permettera’ mai di ottenere i punti del programma elencati dal segretario. Dobbiamo costruire una alternativa tutta a sinistra e socialdemocratica per il nostro paese. Inoltre il partito di Toto’ Cuffaro non lo voglio alleato del PSI!

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