martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Via libera del Governo alla legge di stabilità. Bersani: «Sanità e scuola da aggiustare»
Pubblicato il 10-10-2012


Giù di un punto le aliquote Irpef (-1%), dimezzato l’aumento dell’Iva (+1%) e un miliardo di euro di tagli alla sanità. Queste le principali novità contenute nella legge di stabilità da 12 miliardi, varata ieri notte dal Consiglio dei Ministri. Non si sono fatte attendere le reazioni di disappunto dal mondo politico. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani esorta a correggere i passaggi concernenti la sanità e la scuola mentre il segretario di Sel, Nichi Vendola definisce «inaccettabili i tagli alla sanità». Nel frattempo la Cgia di Mestre ha rilevato che l’aumento dell’Iva e la riduzione dell’Irpef penalizzeranno «proprio i meno abbienti».

LA PREOCCUPAZIONE DI BERSANI – Il leader del Pd ha apprezzato la riduzione delle aliquote più basse, ma la preoccupazione resta «per due cose: serve un’occhiata molto precisa sugli effetti dei tagli alla sanità. Vogliamo capire la questione sociale». Inoltre, ha aggiunto, «temo che sotto la parola ingegnerizzazione ci siano i tagli di 6.300-6.400 posti di lavori per gli insegnanti. Su questi due punti vogliamo chiarimenti, siamo pronti a intervenire per correzioni».

IL DISAPPUNTO DI VENDOLA – Per nulla soddisfatto il leader di Sel, Nichi Vendola che – dopo aver dichiarato che «la legge di stabilità non va bene» – ha definito «inaccettabili» i tagli alla sanità. «Il partito democratico – ha proseguito Vendola – deve decidersi. Vincere le elezioni contro il sentimento del Paese è complicato, vincere ereditando solo macerie è complicato. Per questo il Pd deve dare uno stop al governo Monti».

L’ALLARME DELLA CGIA DI MESTRE – L’aumento dell’Iva e la riduzione dell’Irpef penalizzeranno «proprio i meno abbienti». L’allarme riguarda i circa 8 milioni di “incapienti”, i contribuenti che attualmente non pagano nessuna imposta sui redditi, che rischiano «un aumento delle tasse che, per un contribuente senza famigliari a carico, toccano i 23 euro nel 2013 e salgono ad un valore massimo, per una famiglia monoreddito con moglie e figlio a carico, a 60 euro nel 2014» ha rilevato l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese.

Silvia Sequi

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