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Opinioni e commenti
 

Video shock su “Chi l’ha visto?”: Quando arriva il momento di ascoltare i bambini
Pubblicato il 15-10-2012


Continuano a risuonare nelle mie orecchie, nella mia testa e nel  mio cuore le parole della preside della scuola frequentata da Leonardo: tutti gli altri bambini sono stati accompagnati in un’altra aula. E vedo Leonardo li, da solo, aggrappato al suo banco, ad affrontare chi arriva per strapparlo alla sua classe, ai suoi compagni, alle sue certezze, ai suoi affetti. E  vedo il padre di Leonardo, insieme al Ctu, alla polizia, forse anche ad un’assistente sociale, trascinarlo sulla strada per caricarlo su un’auto che dovrà portarlo in una struttura pubblica in cui il piccolo dovrà essere “resettato”, “decontaminizzato” per essere vittima di una pericolosissima patologia definita Pas.

Credo che mezza Italia in questi giorni abbia cercato di scoprire che cosa diavolo sia questa “Parental Alienation Sindrome” inventata da uno psicologo americano, tale Richard Gardiner, strenuo difensore della pedofilia, morto suicida nel 2003. Poco importa se la comunità scientifica internazionale non ha mai riconosciuto tale patologia, se i più insigni psichiatri infantili internazionali e italiani, sostengano che i bambini non siano alienabili, se l’Associazione dei Neuropsichiatri Spagnoli inviti i propri iscritti a non tener conto di questa infondata teoria; il fatto è che dei giudici italiani, sulla base dell’analisi di un Consulente Tecnico D’Ufficio (Ctu) hanno stabilito che Leonardo è affetto da Pas e che, come “giusta”, “logica” conseguenza deve essere sottratto alla madre che “giustamente” perde anche la potestà genitoriale.

Giustizia. Ma in un paese civile come si può definire giustizia quella che in un contenzioso tra due genitori che non sono mediabili, che si odiano, che non sono in grado di condividere nulla, si mette dalla parte degli adulti, poco importa se l’uno o l’altro, invece di concentrarsi sui bambini, di tutelare la loro serenità affettiva, il loro benessere, il loro diritto ad essere bambini? E’ davvero giustizia allontanare un bambino di dieci anni, che molto evidentemente vuole stare a casa sua, per affidarlo a dei servizi pubblici, a lui estranei, per “guarirlo” da una molto contestata o, ancor meglio, inesistente patologia?

I bambini capiscono. I bambini sono sinceri. I bambini sanno cosa vogliono e sanno come esprimerlo. I bambini non sono manipolabili. Possiamo dire sempre altrettanto degli adulti? Ho molto apprezzato le scuse e l’imbarazzo espressi dal Capo della Polizia Manganelli per l’episodio di Leonardo, cosi come ho apprezzato le scuse del Governo. Ma quanti sono i Leonardo in Italia? Quanti sono i bambini vittime di questa sedicente giustizia? Apprezzerei molto di più se si aprisse un riflessione profonda da parte di chi amministra questa giustizia e da chi legifera in materia di separazioni e di affido di minori, affinché non si verifichino inquinamenti pericolosi da parte di consulenti o professionisti non sufficientemente preparati o inadeguati, e perché il diritto primario cui si deve tendere sia sempre e solo quello della serenità e della tranquillità dei bambini.

Rita Moriconi

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Commenti all'articolo
  1. Premesso che il piccolo Leonardo è l’unico innocente di questa storia a pagare gli errori altrui,tengo a precisare Sig.ra Moriconi che a questo si è arrivato soprattutto per l’atteggiamento della madre e della famiglia materna! La zia del bimbo aveva una telecamera,chissà perchè? volevano creare un caso mediatico,e ci sono riusciti…… e poi questo provvedimento doveva essere effettuato già due anni fà,ma sempre la famiglia della mamma lo ha ostacolato,IL PAPA’ NON RIUSCIVA A VEDERE IL FIGLIO DA DUE MESI !!!!!ecco la verità…………………………

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