sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

A Bagnasco chiedo un gesto di responsabilità
Pubblicato il 13-11-2012


Sua Eminenza Cardinal Bagnasco,

il momento di grave difficoltà economica e sociale che sta attraversando l’Italia impone a tutti i cittadini una sempre maggiore assunzione di responsabilità. Il rigore imposto dal Governo è la via  necessaria per evitare al paese il dissesto finanziario, ma il rigore è sostenibile – socialmente e moralmente – solo se bilanciato da una spinta verso l’equità: più sacrifici ma ripartiti equamente tra i vari settori della società.

Il governo in carica ha esordito quasi un anno fa con due annunci: la necessità di introdurre una tassa sulla casa di proprietà e la contemporanea eliminazione delle esenzioni ingiustificate, anche in virtù delle perentorie direttive dell’Unione Europea, a questa imposta.

Due annunci, due delusioni. Il peso dell’Imu si è rovesciato infatti su quei milioni di cittadini che, con fatica e sacrifici, si sono conquistati il diritto ad una casa di proprietà: nella stragrande maggioranza dei casi l’unica forma di risparmio di una vita. Al contempo, ed è notizia delle ultime ore, le esenzioni per gli enti che, come la Chiesa Cattolica, svolgono attività commerciali all’interno del no profit vengono estese in maniera inconcepibile e in aperto contrasto sia con gli stessi annunci del governo che con le indicazioni della Ue.

Una scelta che, pur nel rispetto per il ruolo insostituibile delle attività no profit della Chiesa cattolica, non condividiamo e riteniamo iniqua e non più giustificabile.

Una domanda: come si può, in un momento di grave crisi economica, continuare a chiedere sacrifici ai cittadini se non vengono condivisi da tutti? La politica e le istituzioni sono chiamate quotidianamente a rispondere dei loro sprechi e dei loro privilegi, soprattutto quando questi si manifestano in maniera arrogante e sottraendo denaro pubblico; ma anche un’esenzione ingiustificata – e quella dell’Imu per chi svolge attività commerciale lo è senza dubbio – è un privilegio che resiste solo in Italia.

Per questo, in attesa di un voto del Parlamento che mi auguro possa cancellare le decisioni del Governo, mi appello alla Sua sensibilità di uomo di Chiesa e di massimo rappresentante delle istituzioni ecclesiastiche nel nostro Paese: rinunci in maniera chiara e netta a un privilegio che, se eliminato, contribuirebbe al rilancio e allo sviluppo dell’Italia.

Un gesto di responsabilità, un esempio di virtù civica e morale.

Cordialmente.

 

 

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. La chiesa non ascolterà questo invito. L’Italia è in questa situazione morale ed economica in virtù, anche, degli insegnamenti di alcuni enti ecclesiastici (Comunione e Liberazione). Il Partito però può farsi promotore di leggi che riformino il concordato anzi lo eliminino del tutto. E parlando di eliminazione ritengo necessario mettere in discussione le Regioni e le Province tutte. Dopo potremo parlare di equilibrio economico.

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