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Opinioni e commenti
 

NUOVI RAID ISRAELIANI SU GAZA, ANCORA VITTIME PALESTINESI. NON SI FERMA L’ESCALATION DI VIOLENZA
Pubblicato il 15-11-2012


Avevano detto che si sarebbero «aperte le porte dell’inferno». Le fiamme non hanno tardato ad arrivare. È di pochi minuti fa la notizia che nuovi bombardamenti da parte dei caccia israeliani avrebbero fatto altri morti tra gli abitanti della Striscia di Gaza. Sale dunque a quindici il bilancio delle vittime palestinesi, tra le quali due bambini e una donna incinta, rimaste uccise sotto i bombardamenti israeliani a Gaza. Oltre 100 i feriti. In risposta, le Brigate Ezzedine al-Qassam, il braccio armato del movimento Hamas che controlla, dal 2006, la Striscia ha lanciato nella notte un centinaio di razzi verso il sud di Israele uccidendo tre civili nella cittadina di Kiryat Malahi. La violenza, che va avanti da cinque giorn,i ha visto un’impennata dopo l’omicidio, ieri, di Ahmed al-Jabari comandante del braccio militare di Hamas ucciso con un operazione mirata degli israeliani mentre viaggiava sulla sua auto. L’ondata di bombardamenti degli aerei con la Stella di David e il lancio di razzi palestinesi dell’ultima settimana rappresentano la peggiore escalation di ostilità dall’operazione “Piombo Fuso”, lanciata da Israele a cavallo tra il 2008 e il 2009, che causò circa 1500 vittime palestinesi, la maggior parte civili, e 13 vittime israeliane, di cui 3 civili.

ESCALATION DI VIOLENZA – Le tensioni sono cominciate lo scorso sabato quando un commando palestinese aveva sparato un missile anticarro contro un blindato israeliano senza provocare vittime. La reazione non si è fatta attendere lasciando sette vittime tra i palestinesi: il primo ministro dello Stato ebraico, Ehud Barak, aveva minacciato che l’attacco israeliano sarebbe stato solo «l’inizio» di un’operazione prolungata con l’obiettivo di rafforzare la deterrenza israeliana contro le capacità militari di Hamas. Il fuoco israeliano non viene solo dal cielo ma anche dalle unità navali che si trovano a largo delle coste della striscia di Gaza. Hamas ha promesso che l’uccisione del leader militare delle Brigate Qassam avrebbe «aperto le porte dell’inferno» e minacciato la ripresa degli attentati suicidi su territorio israeliano. «L’occupazione ha commesso un crimine pericoloso e ha passato la linea. Consideriamo l’assassinio di al-Jabari come una dichiarazione di guerra» ha detto un portavoce del movimento.

LA CONDANNA DELL’EGITTO AD ISRAELE – L’operazione israeliana ha provocato una dura condanna da parte del governo egiziano guidato dal presidente Mohammed Morsi, alleato di Israele, che ha richiamato il suo ambasciatore nello Stato ebraico e aperto consultazioni diplomatiche con gli israeliani. Il capo della Lega Araba, Nabil el-Arabi, ha convocato un meeting di emergenza per discutere la situazione di Gaza. Il Regno Unito ha lanciato un appello alla calma e la Russia si è detta «molto preoccupata» rispetto all’escalation.

GLI USA APPOGGIANO ISRAELE – L’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Susan Rice, ha appoggiato in modo fermo la risposta militare di Israele agli attacchi di Hamas, nel corso di una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza a New York. «Nulla giustifica la violenza di Hamas e di altre organizzazioni terroristiche contro il popolo israeliano», ha detto Rice, mentre i rappresentanti dei Paesi arabi avevano chiesto al Consiglio di sicurezza di condannare Israele.

HAMAS SI APPELLA ALLA TURCHIA DI ERDOGAN – Hamas ha invocato l’aiuto della Turchia per intervenire e porre fine all’offensiva israeliana contro Gaza. Il portavoce del Movimento di resistenza islamico, Sami Abu Zuhri, ha dichiarato che Hamas auspica che il governo di Ankara «eserciti ogni sforzo diplomatico» affinché gli israeliani fermino il massacro di civili palestinesi che hanno già fatto almeno 13 morti e più di cento feriti nella Striscia.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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