martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

ANCORA SANGUE SU GAZA: NUOVI RAID ISRAELIANI PORTANO A 70 LE VITTIME PALESTINESI. INUTILE LO SFORZO DIPLOMATICO
Pubblicato il 19-11-2012


Non si ferma il massacro a Gaza. Anche nella giornata di domenica si sono susseguiti i raid dei caccia con la Stella di David che hanno colpito, tra gli altri obiettivi, anche la sede del centro internazionale della stampa nel cuore di Gaza city. E il tributo di sangue più alto lo hanno pagato i più piccoli. Almeno nove bambini, infatti, sono rimasti uccisi sotto le bombe israeliane che hanno fatto 25 vittime nelle ultime ore. In particolare, obiettivo dei raid è stato il quartiere residenziale di Nasser, nel centro dell’agglomerato urbano che rappresenta una delle aree più densamente popolate del Pianeta.

AL CUORE DI HAMAS – I bombardamenti israeliani si sono concentrati sulle abitazioni dei comandanti delle Brigate “Ezzedin al Qassam”, il braccio militare del movimento di Hamas che, dal 2006, è al potere nella Striscia di Gaza. In molti casi sono state le famiglie a cadere vittima dei bombardamenti perché i comandanti erano stati evacuati per ragioni di sicurezza e trasportati in località nascoste. Colpita anche l’abitazione di Ihya Abia, uno dei principali dirigenti di Hamas: Abia è rimasto ucciso sotto le macerie. Intanto, continuano ad ammassarsi truppe israeliane al confine della Striscia. Nei giorni scorsi 30.000 membri della riserva di Tzahal, le forze armate israeliane, erano stati messi in allerta in previsione di un attacco terrestre. Carri armati “Merkava” sono allineati nei pressi dei valichi di confine e le truppe di Tel Aviv rimangono in attesa di un eventuale ordine dello Stato maggiore che dia l’avvio ad un’operazione di terra.

SFORZI DIPLOMATICI – Con gli attacchi di ieri sale dunque a 70 il bilancio delle vittime palestinesi e 3 quelle israeliane, dall’inizio dell’operazione “Pilastro di difesa” iniziata con l’uccisione di Ahmed al-Jabari, responsabile delle operazioni militari di Hamas, colpito da un missile mentre era a bordo della sua auto. La giornata di ieri è stata la più sanguinosa dall’inizio della nuova ondata di violenze. Intanto si intensificano gli sforzi diplomatici per arrivare ad una tregua. Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha incontrato il leader di Hamas Khaled Meshaal al Cairo. Rimane difficile la posizione del nuovo esecutivo egiziano, guidato dai Fratelli Musulmani, movimento ispiratore dello stesso Hamas. Ha lasciato il Cairo l’inviato israeliano che, malgrado le smentite ufficiali del governo, era da ieri nella capitale egiziana per partecipare alle trattative mediate dall’Egitto. L’inviato sarebbe tornato indietro con le condizioni poste da Hamas per il cessate il fuoco.

OBAMA: NECESSARIA UNA TREGUA, MA L’ESCALATION E’ COLPA DEI RAZZI DI HAMAS – E’ tornato a ribadire l’appoggio degli Stati Uniti al diritto di autodifesa di Israele il presidente Barack Obama. L’inquilino della Casa Bianca, infatti, nell’invocare la necessità del raggiungimento di una tregua ha sottolineato: «Ciò che ha fatto piombare gli eventi nell’attuale crisi sono stati i razzi lanciati su zone abitate». Nelle ultime ore altri 100 razzi sono stati lanciati verso i centri urbani in Israele dalla Striscia di Gaza per mano dei militanti palestinesi.

LA CYBERWAR DI ANONYMOUS CONTRO ISRAELE IN APPOGGIO ALLA POPOLAZIONE DI GAZA – Mentre israeliani e palestinesi continuano anche a confrontarsi a colpi di “cinguettii” Twitter e post su Facebook, per propagandare la propria versione dei fatti, il collettivo hacker Anonymous ha lanciato un attacco informatico denominato “#OpIsrael”. Ad essere presi di mira sono stati centinaia di siti israeliani, offuscati in segno di protesta contro l’attacco lanciato nella Striscia di Gaza che sta colpendo duramente la popolazione civile. Intanto il collettivo di cyberattivisti, ha diffuso in rete informazioni sensibili di circa 5000 funzionari del governo israeliano. Tra i siti colpiti figurano quello del ministero degli Esteri, del partito Kadima, di Bank Jerusalem, così come quelli di agenzie turistiche e della moda. In un comunicato diffuso ieri, gli hacker hanno spiegato così il motivo del loro intervento: «Le ragioni dell’intervento di Anonymous attraverso #OpIsrael dovrebbero essere sufficientemente chiare: quello che sta accadendo in Palestina è oppressione. Non hanno marina, esercito o aviazione. Non c’è una guerra a Gaza».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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