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Opinioni e commenti
 

Urla e fischi contro Fini al funerale di Rauti
Pubblicato il 05-11-2012


Era il 27 gennaio del 1995 quando “La svolta di Fiuggi” prese corpo. Protagonista della transizione, che portò alla ristrutturazione della destra italiana e all’abbandono degli ideali di estrema destra del vecchio Msi, fu Gianfranco Fini. «Vai via», «buu», «fuori di qui, Badoglio!», «traditore». Così il presidente della Camera, dopo 17 anni, è stato accolto tra gli sputi dall’ala dura dei suoi ex militanti di partito nella Basilica di San Marco a Roma, dove si svolgevano i funerali di uno dei massimi esponenti del pensiero neofascista italiano, Pino Rauti, scomparso lo scorso 2 novembre all’età di 86 anni. Al passaggio di Fini all’esterno delle basilica si sono levate urla e insulti. Ma, l’ex leader dei An, ha ignorato le proteste ed è entrato in chiesa per assistere alla cerimonia funebre. Molti i saluti romani che si sono levati all’indirizzo di Fini che aveva detto di Rauti: «un uomo politico che ha rappresentato una parte di rilievo nella storia della Destra italiana».

RITARDATA LA CERIMONIA, INTERVIENE LA FIGLIA DI RAUTI PER INVOCARE CALMA – Il presidente della Camera ha percorso la navata centrale della chiesa, scortato dagli uomini addetti alla sua sicurezza personale e si è seduto accanto all’ex sottosegretario Alfredo Mantovano. La cerimonia funebre, ritardata per alcuni minuti a causa della tensione, è poi iniziata dopo che Isabella Rauti, fligia dello scomparso e moglie del sindaco Gianni Alemanno, ha riportato la calma tra i partecipanti alle esequie del padre. «Vi prego – ha detto Isabella Rauti – non è questo il momento, è il funerale di mio padre, avete avuto altri momenti per farlo. Abbiate rispetto per mio padre e per la famiglia».

PINO RAUTI, PROFILO DI UN MISSINO – Giovanissimo volontario ai tempi della Repubblica di Salò, Pino Rauti è stato segretario nazionale del Movimento Sociale, del Movimento Fiamma Tricolore e del Movimento Idea Sociale. Nel 1954, dopo la nomina a segretario del Msi di Arturo Michelini, conseguente alla vittoria di quelli che venivano dispregiativamente definiti i “fascisti in doppiopetto”, Rauti fonda Ordine Nuovo, organizzazione che, negli anni ’70 rivendicherà una serie di azioni armate dalle quali Rauti ha sempre preso le distanze. Inquisito in una serie di processi chiave della stagione della “strategia della tensione”, Rauti e stato assolto dalle accuse che lo coinvolgevano in merito alle stragi di Piazza Fontana nel 1969, a Milano, e di Piazza della Loggia, a Brescia nel 1974, dove persero la vita 8 persone che assistevano ad un comizio a seguito dell’esplosione di un ordigno.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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