mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

BERSANI E NENCINI CHIUDONO LA CAMPAGNA PER LE PRIMARIE RICORDANDO LA FIGURA DI PERTINI
Pubblicato il 25-11-2012


 

Riccardo Nencini e Pierluigi Bersani arrivano insieme a Stella San Giovanni e con il Sindaco socialista Marina Lombardi entrano nella casa natale di Sandro Pertini.  E’ un omaggio che commuove entrambi i Segretari, che lasciano la parola ad una Marina Lombardi emozionata per la visita, ma decisa quando dice che “l’Italia ha bisogno di sinistra e questa sinistra unita, riparte da qui, e riparte da Riccardo”. Il Segretario del PSI Nencini non ha dubbi: Pertini avrebbe benedetto di cuore questa alleanza. Scherza poi dicendo che, a dispetto di un commento giornalistico in cui Bersani era paragonato ad Ulisse, lui preferirebbe parlare di Enea, che ha dovuto aspettare sette anni anziché dieci prima di poter rientrare a casa. E la sinistra finalmente (ri)unita, con Bersani a Capo del Governo, così come Enea tornerà a “casa”: l’orizzonte verrà raggiunto insieme, dice Nencini, grazie alla condivisione di un progetto chiaro per gli Italiani.

Un progetto che mette alla propria base gli stessi elementi che Pertini pose a fondamento del settennato: l’Italia e la sua forza. Quella forza dell’Italia rappresentata nel celebre scatto che ritrae Pertini esultante al Santiago Bernabeu. Un forza, ha proseguito Nencini, che si muove entro un binomio imprescindibile: giustizia e libertà. Lo stesso binomio che i socialisti e l’Italia affidano a Bersani, perché il riformismo impone, sì, di cambiare continuamente, per permettere al Paese di progredire sempre, ma il cambiamento non deve mai uscire dalla strada tracciata. L’applauso che risponde alle parole del Segretario socialista è forte, sincero. Prende la parola Bersani, che esordisce con uno dei suoi aforismi: “Non si possono avere foglie nuove senza radici”. Ma precisa che le radici comuni a cui si riferisce sono l’emancipazione e le lotte dei lavoratori a cui Pertini ha dedicato la propria vita. Sono le radici che uniscono ancora oggi la sinistra: il socialismo e la solidarietà.

L’idea che se qualcuno ottiene il riconoscimento di un diritto, esso vada esteso e condiviso con tutti. Il socialismo è “la parola più antica, ma vivente, della politica italiana, che si basa ancora su quei concetti ed ideali: le idee profonde di solidarietà, condivisione e uguaglianza. Sono la forza dell’oggi verso il domani e sono ciò che tirerà fuori l’Italia dalla crisi”. “Il coraggio dell’Italia”: è lo slogan che Bersani ha scelto per le primarie. Il coraggio, la tenacia, la fiducia che sia la gente ad indicare la strada: nessuno più di Pertini ne è il simbolo. Adesso, il coraggio è necessario anche per affrontare la disaffezione e la rabbia che si sono diffuse tra i i cittadini. Perché non saranno quiesti elementi distruttivi a risolvere i problemi, bensì un governo capace di cambiare, grazie al riformismo. Moralità e lavoro. Sono le parole, dice Bersani, che guideranno la prossima legislatura, se verrà eletto. I personalismi non servono: Bersani, l’ha già detto, non vuole piacere: vuole avere fiducia ed essere creduto perché si basa sulla verità e sulla semplicità. 

Bersani ha desiderato ricordare quando era un giovane assessore a Bologna, 1980: Pertini, con un gesto incredibilmente umano, ai funerali per la strage di Piazza Fontana, con una mano sul leggio del sindaco che teneva un discorso, fece capire alla piazza piena, ma plumbea e tetra, che il loro presidente era lì e li stava rappresentando, unendoli e soffrendo con loro. La manifestazione si è conclusa con una frase del Segretario del PD, che ha lasciato il segno tra la gente, pronta ad applaudirlo poco dopo: “Chi ha di più, deve dare di più”. I segretari si sono poi recati al cimitero di Stella, per porgere un ultimo saluto, sulle note di Bella ciao, al Presidente Sandro Pertini.

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