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Opinioni e commenti
 

Bersani: «Non mi ricandido a segretario del Pd. Le Primarie? Non per fare bilance e bilancini»
Pubblicato il 06-11-2012


«Credo che al prossimo congresso debba girare la ruota». A dirlo è Pier Luigi Bersani che, a margine della vista al nuovo campus universitario di Torino, risponde a chi gli chiede se intenda candidarsi al prossimo congresso del Pd. È un Bersani che non ha dubbi circa la necessità del rinnovamento delle classi dirigenti che, però, nulla ha a che vedere con il “rottamismo” renziano. E le primarie sono il banco della capacità di Bersani di rilanciare la partecipazione. Il leader emiliano, infatti, ribadisce che farà il segretario del Pd «fino al prossimo congresso in ogni caso», ma che poi non si ricandiderà. Il segretario del Pd afferma che «le primarie le ho fatte per la ditta e servono per scegliere il candidato premier, non per fare bilance o bilancini». Intanto Nichi Vendola, candidato alle primarie della coalizione Pd-Psi-Sel, si esprime in merito alle alleanze chiedendo al leader democratico di scegliere tra lui e Casini.

LA STRANA COPPIA DI PIETRO-GRILLO – Parla anche della “strana coppia” Antonio Di Pietro – Beppe Grillo. Alle accuse di aver “regalato” il magistrato molisano a Grillo, il segretario del Pd risponde: «Non ho regalato nessuno, semmai è l’Idv che ha fatto la sua scelta», ricordando che «dopo l’arrivo del governo Monti: l’Idv ha compiuto una scelta di avvicinamento a posizioni radicali e di ostilità verso il Pd». E, parlando del comico genovese, il segretario Pd commenta il “diktat” imposto da Grillo ai suoi di boicottare la Tv. «Ma lui è spessissimo in tv, è abbastanza intelligente da farcisi mandare dagli altri e la tv ci casca, per questo è antica», ha detto Bersani sottolineando che « Grillo insulta le Tv e un sacco di tg passano i servizi» invita ad analizzare i dati: «guardate l’osservatorio di Pavia quanto volte c’è Grillo in tv. E’ un mito. La tv lo sta sponsorizzando, la tv lo fa crescere, alcuni telegiornali o talk show lo stanno portando come un fenomeno».

SONO PER L’AGENDA EUROPA NON PER QUELLA MONTI – «Io sono per agenda Europa e crescita, non per agenda Monti o Bersani. La rotta dell’Ue così non va, porta ad avvitamento, austerità e recessione, bisogna mettere qualcosa per il lavoro a cominciare da una tassa seria sulle transazioni finanziarie. Nella crisi la ricchezza se ne va, sa dove andare la povertà resta». Sono le parole di Bersani in merito alla linea politica da tracciare per guidare il Paese. «Chi ha di più deve dare di più» dice senza esitazione il segnatario del Pd affermando di sapere bene che «anche per Monti la politica europea deve avere un’evoluzione».

«TUTTI SONO UTILI», E SULLE AGENZIE CORRE L’INTERPRETAZIONE – Sempre da Torino, dove Bersani si trova per la campagna elettorale, parte un giallo scatenato da un “flash” di agenzia che ribatte la possibilità di un ministero per Renzi sotto un eventuale governo guidato dal segretario Pd. Ma nel giro di poco si scopre l’equivoco: si è trattato, infatti, di un’interpretazione libera della frase «tutti sono utili», letta dal giornalista come un’apertura all’inclusione del sindaco di Firenze in un’eventuale rosa di ministri per il prossimo governo dell’Italia.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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