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Di Lello (Psi): «Le polemiche di Renzi sono sterili, ha vinto la democrazia»
Pubblicato il 27-11-2012


Dopo la grande giornata di partecipazione e di democrazia che ha visto più di tre milioni di elettori del centrosinistra recarsi alle urne per scegliere il proprio leader, per qualcuno i conti non tornano. «I dati acquisiti dai nostri rappresentanti di lista, ancorché provvisori, ci consegnano un dato diverso: 43,4 contro 38,8», dice Nicola Danti, uno dei collaboratori di Matteo Renzi. Insomma, lo staff del sindaco di Firenze polemizza sul risultato. Danti, infatti, ha precisato che dal quartier generale del “rottamatore” arriva una richiesta di chiarimento: «Pensiamo che ci sia un solo modo per fugare i dubbi: che Nico Stumpo (il coordinatore nazionale delle primarie del centrosinistra) pubblichi online sul sito tutti i verbali dei nove mila seggi». Alle parole di Danti fa eco lo stesso Renzi che afferma: «I numeri sono ancora ballerini, nessuno di noi fa polemica e grida a chissà quale complotto, chiediamo solo che il coordinamento metta online i verbali».

IL COORDINATORE DEL PSI DI LELLO, POLEMICHE STERILI HA VINTO LA DEMOCRAZIA – «Io credo che le polemiche che si stanno sollevando da alcune parti circa la correttezza dei dati siano sterili e inutili. Senza dubbio, non rovineranno il senso di una straordinaria festa di democrazia che ha rilanciato la partecipazione». Ad affermarlo all’Avanti! è stato il Coordinatore nazionale del Psi, Marco Di Lello, che ha fatto notare come «il solo fatto che più di tre milioni di votanti abbiamo espresso la loro preferenza ha fatto piazza pulita di tutte le critiche che si erano levate nei confronti del sistema delle regole». Di Lello aggiunge anche che «in tempi di antipolitica e crisi economica, milioni di cittadine e di cittadini si sono messi in fila versando una quota di due euro per scegliere il proprio candidato. Si tratta di un’enorme risultato che è sotto gli occhi di tutti, come sotto gli occhi di tutti è il successo di Bersani». Il Coordinatore nazionale del Psi sottolinea che «Bersani vince e va al ballottaggio, un altro strumento di grande democrazia voluto per dare una spinta e una legittimazione più forte al candidato alla guida del Paese. I giorni che ci separano dal secondo turno continueranno ad essere delle giornate di festa e di grande confronto politico e democratico per una coalizione che ha dimostrato di avere la maturità e gli strumenti per governare».

IMPORTANTE IL CONTRIBUTO DEI SOCIALISTI, ANDREMO AVANTI  – In merito alla possibilità di accedere al secondo turno senza essersi precedentemente registrati, suggerita dal comitato per Renzi, Di Lello è chiarissimo e ribadisce l’importanza, fondamentale, di non cambiare le regole in corso: «La platea dei votanti è quella del primo turno, ovvero di tutti gli iscritti alla data del 25 novembre. Solo in alcuni casi, assolutamente eccezionali, sarà possibile derogare questa regola stabilita e concordata tra tutti». Il coordinatore del Psi conclude ricordando la centralità del ruolo dei Socialisti nell’organizzazione di questo grande appuntamento democratico e lancia un appello per continuare la mobilitazione: «È apparso evidente il contributo dei socialisti al successo di Bersani. Per questo siamo stati ringraziati e apprezzati. Ma dobbiamo ancora raggiungere il risultato e, per questo, continueremo la mobilitazione per condurre in porto una vittoria che apre grande scenari per la coalizione e per il socialismo in Italia».

DAL COMITATO BERSANI, ERRORE DI VALUTAZIONE DEI RENZIANI – Anche dal Comitato per Bersani del Pd, arriva una risposta ferma alle parole e ai dubbi del rottamatore: «Il comitato Renzi inspiegabilmente continua ad accreditare dati di fantasia che non corrispondono a nessun dato trasmesso dagli uffici elettorali del territorio», afferma Paolo Fontanelli, rappresentante Comitato Bersani al Coordinamento nazionale primarie. «Errore di valutazione – continua Fontanelli – che si ripete già da ieri quando ad urne aperte avevano sostenuto che i votanti erano 4milioni mentre il dato finale è di 3milioni e 100mila votanti, quasi un milione in meno e questo la dice lunga sull’attendibilità dei loro dati». La posizione è condivisa anche dallo staff dell’unico candidato donna alle Primarie, Laura Puppato. «Dai riscontri sulle votazioni ricevuti dai nostri rappresentanti di seggi in tutta Italia, e dai nostri delegati provinciali e regionali, abbiamo potuto constatare che i dati forniti dal Coordinamento nazionale delle Primarie corrispondono perfettamente a quelli in nostro possesso», afferma Gianluca Zuccari, rappresentante della candidata veneta nel Coordinamento nazionale.

Roberto Capocelli

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@robbocap

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