mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Disoccupazione record in Italia. I senza lavoro sono quasi 2,9 milioni
Pubblicato il 30-11-2012


Arriva come una doccia fredda la notizia drammatica sui nuovi tassi record di disoccupazione nel mese di ottobre: 2 milioni e 870 mila. Questa l’allarmante cifra diffusa dall’Istat. L’aumento è di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti nei dodici mesi. Si tratta del dato più alto dal terzo trimestre del 2004. Secondo l’analisi dell’Istat, la crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile.

PRECARI A LIVELLI RECORD In base ai rilevamenti dell’’Istituto nazionale di statistica, nel terzo trimestre del 2012, i dipendenti a termine sono 2 milioni 447 mila, a cui vanno aggiunti 430 mila collaboratori. Unendo le due categorie si arriva a 2 milioni 877 mila lavoratori precari, il massimo dall’inizio delle serie trimestrali relative, dal trimestre di otto anni fa. Se si guarda solo ai dipendenti a tempo, il record è dal terzo trimestre 1993.

SENZA PRECEDENTI TASSO DEI GIOVANI DISOCCUPATI Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24enni, ossia l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 36,5%. Questo dato rappresenta un aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,8 punti nel confronto tendenziale. L’Istat ricorda come le persone tra i 15 e i 24 anni in cerca di lavoro sono 639mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età.

IL PART TIME AI MASSIMI STORICI Un altro record riguarda i lavoratori part time che – sempre nel terzo trimestre del 2012 – sono arrivati a toccare la soglia record di 3 milioni 847mila unità: si tratta del livello più alto mai raggiunto dal terzo trimestre del 1993. Per oltre la metà dei lavoratori (58%), il part time è involontario, i lavori vengono accettati in mancanza di un impiego a tempo pieno.

BERSANI, DATO IMPRESSIONANTE Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ha definito «impressionante» il dato provvisorio dell’Istat. «Se non diamo un minimo di sprint all’economia – spiega il leader del Partito Democratico – è inutile che ragioniamo su politiche specializzate. Ci si sta restringendo la coperta. Io chiedo: siamo solo in recessione? Possiamo riprenderci? Bisogna convincerci che bisogna fare un minimo di politiche espansive, per andare oltre al rigore. Serve qualcosa d’altro» ha auspicato il segretario del Pd.

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