martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Due anni in più alla Grecia, ma rinviata la decisione sui nuovi aiuti
Pubblicato il 13-11-2012


L’Eurogruppo ha concesso alla Grecia di posticipare al 2016 l’obiettivo del deficit di bilancio al 2% del Prodotto Interno Lordo, inizialmente previsto per il 2014. Sempre nel 2016, la Grecia dovrà raggiungere anche l’obiettivo di un avanzo primario, cioè prima del servizio del debito pubblico, pari al 4,5% del PIL. A seguito della concessione della proroga, gli altri Paesi europei potrebbero essere chiamati a sborsare ulteriori 33 miliardi di Euro. L’Eurogruppo ha così preso atto dei progressi fatti dalla Grecia in direzione di un accordo con la Commissione Europea, la BCE ed il Fondo Monetario Internazionale, la cosiddetta Troika, grazie anche all’approvazione da parte del Parlamento ellenico delle necessarie misure in tema di consolidamento fiscale, riforme strutturali, privatizzazioni, meccanismi di stabilizzazione del settore finanziario.

ATENE IN LINEA GLI OBIETTIVI FISSATI – La Troika ha infatti espresso un parere preliminare positivo sulle citate riforme così come sul budget statale approvato da Atene per il 2013 e pari a 9,4 miliardi di Euro, costituito in prevalenza di tagli alle pensioni ed agli stipendi del pubblico impiego. Anche alla luce dunque di nuovi strumenti di correzione automatica per salvaguardare il raggiungimento degli obiettivi fiscali, che dovrebbero consentire alla Grecia di rispettare gli impegni assunti in tema di riduzione del debito, l’Eurogruppo ha concluso che “la revisione degli obiettivi fiscali, come richiesto dal Governo Greco e supportato dalla Troika, costituisce un appropriato aggiustamento”.  La parola passa ora al Consiglio dell’Unione Europea che dovrà adottare la decisione formale.

VERSO LO SBLOCCO DI NUOVI AIUTI – Allo stesso tempo, però, l’Eurogruppo ha rinviato ad una seduta straordinaria, che si terrà il prossimo 20 novembre, la decisione sullo sblocco della nuova tranche di aiuti da oltre 31,5 miliardi di Euro, aiuti precedentemente previsti nell’ambito della European Financial Stability Facility, che però sono condizionati al raggiungimento di determinati obiettivi da parte di Atene. La nuova tranche di aiuti, è condizionata al giudizio finale positivo della Troika e dovrà poi essere ratificata dai Parlamenti degli Stati aderenti all’EFSF, per cui i nuovi aiuti, se tutto va per il meglio,  saranno di fatto disponibili per il Paese ellenico non prima di fine mese.

DEBITO PUBBLICO SOSTENIBILE? – In effetti il vero punto di domanda resta quello della sostenibilità del debito pubblico greco. E’ questo il punto su cui vi sono ancora le maggiori divergenze fra i componenti della Troika, con da un lato il Fondo Monetario Internazionale intenzionato a ristrutturare e tagliare il debito pubblico greco a spese dei creditori pubblici, e dall’altro la Commissione e la BCE, quest’ultima che al momento detiene oltre 50 miliardi di Euro di titoli greci, che spingono per una riduzione dei tassi di interesse ma senza toccare il credito in essere. A fronte di un debito pubblico greco che è previsto raggiungere il suo picco nel 2014, quando dovrebbe attestarsi quasi al 190% del PIL, le alternative al momento sul tavolo sono o posticipare il target di riduzione del debito al 120% del PIL dal 2020 al 2022, oppure l’accettazione da parte dei creditori pubblici di una perdita sui titoli pubblici greci che rimetta il debito di Atene su un sentiero di sostenibilità. E, anche tenuto conto dei tempi tecnici e delle incertezze sullo sblocco della nuova tranche di aiuti, in vista della imminente scadenza, il prossimo 16 novembre, di circa 5 miliardi di Euro di debito pubblico, la Grecia torna sui mercati per raccogliere oltre 4 miliardi di Euro tramite l’emissione di titoli di Stato con un orizzonte a brevissimo termine, fino a 3 mesi, su cui pagherà ingenti interessi, fino al 4,2% su base annua.

Alfonso Siano

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