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Opinioni e commenti
 

Eco-tech, ecco le novità in arrivo: dalle lavatrici agli imballaggi attenti all’ambiente
Pubblicato il 13-11-2012


La tecnologia a servizio dell’Ambiente. Crisi dell’Ilva, disastro di Fukushima, inquinamento elettromagnetico dovuto ai telefoni cellulari, cibi geneticamente modificati e pesticidi sono fenomeni che contribuiscono a radicare l’idea che gli avanzamenti tecnologici siano nemici della natura. Ma “Eco-innovation”, il programma della Commissione Europea che mira a promuovere le idee più creative e innovative nel campo dell’economia verde nell’Unione, ci racconta di un’altra faccia della medaglia. Il quadro emerge dai dati del programma comunitario che ha appena lanciato online una mappa degli eco-innovatori europei finanziati.

DAL VETRO ALLA CARTA PER PASTICCERIE – Fra i tanti progetti finanziati, spicca “Ecopack”, un’azienda che si occupa di fornire alle industrie farmaceutiche fiale di vetro già sterilizzate dai produttori dei contenitori di vetro. “Regenera” è un altro esempio di azienda eco-friendly che vuole produrre e vendere un nuovo super-filtro che ha il compito di rimuovere l’arsenico dall’acqua potabile e si rigenera da solo. Una soluzione innovativa per il riuso dei gusci di nocciole e le bucce delle fave di cacao per produrre eco-imballaggi nelle pasticcerie arriva dalla “Eco-paper”. Con “Spray” poi potrebbe arrivare una rivoluzione nel settore delle lavatrici: una tecnologia “spray” che riduce la quantità di acqua impiegata nel lavaggio, ma anche l’uso di energia e di sapone.

SPAGNOLI E ITALIANI I PIU’ CREATIVI – Andando a scavare nell’elenco dei partecipanti al programma europeo, distribuiti in squadre di più partner a livello Ue, gli spagnoli risultano essere i più numerosi (125), seguiti a ruota dagli italiani (91), che battono quindi per presenze tedeschi (65), britannici (55), olandesi e francesi (entrambi a quota 49). In attesa di conoscere i vincitori del bando 2012, che ha messo a disposizione un budget complessivo di 34,8 milioni di euro e che si è appena chiuso con l’arrivo di 284 potenziali progetti, per il 2011 sono 46 quelli già selezionati e dieci vedono in campo italiani.

SOPRATTUTTO PICCOLE E MEDIE IMPRESE – E il primato della produzione ecologica sembra appartenere soprattutto alle realtà produttive medio-piccole. L’anno scorso circa il 67% delle candidature al programma Eco-innovation per far arrivare sul mercato europeo prodotti, servizi e tecniche innovative “verdi” è arrivato da piccole e medie imprese. Un altro 14% di candidature è stato quello proveniente dalle grandi aziende, mentre Università, autorità pubbliche e altri hanno totalizzato il 19%. L’85% è composta da microimprese (con un massimo di 10 persone) e piccole imprese (con un massimo di 50 dipendenti), con un giro d’affari che varia dai un massimo di due milioni di euro a dieci milioni di euro.

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