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Opinioni e commenti
 

Elezioni Usa: testa a testa Obama e Romney. E’ guerra di sondaggi
Pubblicato il 04-11-2012


L’America ha il fiato sospeso. Mancano ormai poche ore per conoscere il nome del 45esimo presidente che avrà il compito di guidare gli Usa. Barack Obama e lo sfidante Mitt Romney se la giocano su un pugno di voti. La battaglia all’ultimo voto corre sul filo dei sondaggi. Un punto di distacco, a favore di Obama, secondo quanto affermano le rilevazioni diffuse dal  Wall Street Journal/NBC che danno il presidente uscente al 48 per cento delle preferenze contro il 47 per cento dell’ex governatore del Massachusetts.

ALL’ULTIMO SONDAGGIO – Ma, la maggioranza delle rilevazioni statistiche, descrive uno scenario di pressoché totale parità. Parità tra il presidente americano Obama e il candidato Mitt Romney secondo l’agenzia Rasmussen, che fotografa i due concorrenti come attestati sul 49 per cento delle preferenze. Testa a testa anche in Pennsylvania, con il 47 per cento entrambi, e nel Michigan dove, secondo un sondaggio di Foster McCollum White Baydoun, i due candidati sono entrambi al 46 per cento.

IL PROFILO DEI VOTANTI – E se il numero totale sembra dunque essere più o meno equivalente, le tipologie di votanti dei due candidati, invece, paiono molto differenti. Secondo il sondaggio di Abc news/ Washington post, infatti, sarebbero rilevanti le diversità tra i gruppi sociali ed etnici nell’orientare la preferenza verso l’uno o l’altro candidato. Il candidato democratico sarebbe preferito dalle donne, mentre l’ex governatore del Massachusetts raccoglierebbe maggiori consensi tra gli uomini. Il 20% degli elettori bianchi opta per Romney, mentre Obama raccoglie il 59% delle preferenze tra gli afrodiscendenti. E, così come già rilevato nelle scorse presidenziali del 2008, i giovani, per il 25%, sono favorevoli a Obama, mentre le persone più in là con l’età, il 12%, scelgono Romney.

OBAMA ASSESTA UN COLPO IN OHIO – Parlando in Ohio, lo scorso venerdì, Obama aveva commentato gli ultimi dati diffusi sulla disoccupazione che parlano di 171 mila nuovi posti di lavoro creati nel solo mese di ottobre: «Abbiamo fatto progressi» ha affermato il presidente uscente, ribadendo, però «c’è ancora molta strada da fare». Proprio in Ohio, Stato in cui una persona su otto lavora nell’industria automobilistica, Obama è riuscito a raccogliere consensi grazie al suo piano di salvataggio della Chrysler, avvenuto grazie ad un intervento della banca federale. Romeny, che aveva accusato l’azienda di voler spostare la produzione in Cina, ha incassato il colpo dopo che dalla stessa Chrysler è arrivata una secca smentita.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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