domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Eurozona, fumata nera per lo sblocco del maxi prestito alla Grecia. Vertice rimandato
Pubblicato il 21-11-2012


Quasi dodici ore di riunione, concluse con un nulla di fatto. Per ora, la Grecia non riceverà nessun aiuto né dall’Europa, né dal Fondo monetario internazionale (Fmi). Nessun via libera dunque al maxi prestito a favore del Paese ellenico. Il vertice con i diciassette ministri delle Finanze dell’Eurozona è stato rimandato a lunedì prossimo al fine di «permettere un ulteriore lavoro tecnico su alcuni elementi di questo pacchetto». A deciderlo è stato il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Si tratta della seconda volta in pochi giorni che l’accordo svanisce, dopo il fallimento registrato lo scorso 12 novembre. Il primo ministro greco, Antonis Samaras ha reagito duramente alla decisione, dichiarando che il mancato accordo mette a rischio la stabilità dell’Eurozona.

IL NODO PRINCIPALE DEL MANCATO ACCORDO  – Oltre al “no” della Germania, questa volta a frenare lo sblocco del maxi prestito vi sono state anche le divergenze tra Fmi ed Eurogruppo sulla sostenibilità del debito greco. Il nodo principale riguarda infatti la diminuzione del debito pubblico ellenico al 120% del Pil entro il 2020, come era stato in principio concordato con i creditori internazionali. L’Fmi intende però mantenere questo obiettivo, senza concedere deroghe, mentre i responsabili delle Finanze dell’Eurozona contemplano la possibilità di spostare la data per raggiungere l’obiettivo di due anni, quindi entro il 2022.

I MINISTRI HANNO FATTO UN PASSO AVANTI – Secondo il presidente dell’Eurogruppo, Juncker durante la maratona negoziale i ministri hanno comunque fatto dei progressi: «L’Eurogruppo ha identificato un pacchetto di misure credibili per contribuire in modo sostanziale alla sostenibilità del debito greco», ha reso noto in un comunicato. Ma le trattative si sono interrotte «per consentire di approfondire alcuni elementi a livello tecnico», ossia i Paesi, in particolare la Germania, necessitano di quantificare esattamente le misure per aiutare Atene a ridurre il debito, poichè in quelle cifre risiede il loro nuovo sforzo che dovrà essere autorizzato anche dai parlamenti nazionali.

SAMARAS, A RISCHIO LA STABILITÀ DELL’EUROZONA – «I nostri partner e l’Fmi hanno il dovere di fare ciò che devono, non è solo il futuro del nostro Paese, ma la stabilità dell’intera zona euro a dipendere dal successo dell’esito di questo impegno dei prossimi giorni» ha dichiarato Samaras. Intanto domani è previsto un incontro con Juncker, durante il quale il premier greco probabilmente ribadirà ciò che ripete da tempo, ossia che l’Ue e l’Fmi debbano procedere nell’attuazione degli impegni presi, poiché la Grecia ha ottemperato agli obblighi assunti.

Silvia Sequi

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