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Opinioni e commenti
 

Fiat annuncia il reintegro dei primi 19 tesserati Fiom. Peccato che ne metterà in mobilità altrettanti
Pubblicato il 01-11-2012


19 operai entrano. E altrettanti escono. Questa la decisione annunciata dalla Fiat per rispettare la sentenza della Corte d’Appello di Roma che la obbliga a riassumere nella newco di Pomigliano d’Arco, l’impianto più moderno del gruppo, 19 lavoratori della Fiom (la Federazione Impiegati Operai Metallurgici) entro 40 giorni. Di contro, ne manderà in mobilità altrettanti. Evidentemente all’amministratore delegato, Sergio Marchionne la sentenza di condanna per comportamento anti-sindacale non è piaciuta affatto. Già nei mesi scorsi, il manager del gruppo aveva avvisato che, a causa dello stabilimento saturo rispetto alla domanda, in caso di reintegro dei 145 operai Fiom ne dovranno uscire altrettanti.

LE SPIEGAZIONI DEL LINGOTTO – In una nota la Fiat ha spiegato che Fabbrica Italia Pomigliano, per ottemperare alla sentenza, «non essendoci spazi per l’inserimento i nuovi lavoratori è costretta a predisporre nel rispetto dei tempi tecnici gli strumenti necessari per provvedere alla riduzione di altrettanti lavoratori operanti in azienda». L’azienda, basandosi sulla considerazione che l’attuale struttura è già sovradimensionata rispetto alla domanda del mercato italiano ed europeo, ha subito messo in mobilità 19 operai.

I DUBBI DEI SINDACATI SULLA DECISIONE DELLA FIAT – Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom-Cgil ha definito la decisione «un tentativo di dividere i lavoratori», spiegando che si tratta di «una procedura chiaramente ritorsiva, antisindacale e illegittima anche in considerazione del fatto che l’azienda ha firmato un accordo nel quale assumeva l’impegno a riassumere tutti i lavoratori». Secondo i segretari generali Cgil di Campania e Napoli, rispettivamente Franco Tavella e Federico Libertino, si tratta di «un ennesimo e inaccettabile ricatto».

FIAT, RESPONSABILE DI COMPORTAMENTO ANTI-SINDACALE – Lo scorso 19 ottobre, la Fiat aveva preso il ricorso sul personale dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, subendo la condanna ad assumere le 145 tute blu, tesserate Fiom. Di questi, i primi 19 dovranno essere reintegrati entro 40 giorni poiché l’azienda non aveva sollevato nessuna riserva sulla loro idoneità, mentre per gli altri 126 ha tempo 3 mesi.

Silvia Sequi

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