domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Fiat: Governo, sindacati e politica uniti contro la decisione del Lingotto
Pubblicato il 02-11-2012


All’unanimità, governo, sindacati e politica, criticano la decisione della Fiat e invocano lo “stop” ai licenziamenti. L’altro giorno il Lingotto aveva annunciato la necessità di reintegrare 19 operai della Fiom nello stabilimento di Pomigliano d’Arco per ottemperare alla sentenza della Corte d’Appello di Roma che la obbliga a riassumere, entro 40 giorni, gli operai tesserati Fiom (la Federazione Impiegati Operai Metallurgici). Di contro, però, ha avvisato che ne manderà in mobilità altrettanti, iscritti agli altri sindacati. Dure critiche sono giunte sia dai sindacati che dal mondo politico. Ponderate le considerazioni del governo. 

I COMMENTI DEL GOVERNO – Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera si è limitato a commentare che si tratta di «una mossa che certamente non mi è piaciuta». Elsa Fornero, responsabile del Lavoro ha espresso «rammarico e preoccupazione» e invitato la Fiat «a soprassedere all’avvio della procedura di messa in mobilità del personale».

BONANNI, CISL: AL CASO SI INTERESSI IL CAPO DELLO STATO – Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ha promesso di voler procedere ai «ricorsi legali perchè non c’è fondamento e si tratta di lavoratori che hanno sottoscritto un accordo. Il presidente della Repubblica farebbe bene a interessarsi del problema della Fiat, ma il problema vero è che il sindacato deve trovare armonia».

LA REAZIONE DEGLI ALTRI SINDACATI – Il segretario nazionale Fiom-Cgil, Giorgio Airaudo ha definito «contradditorio» il comportamento dell’ad Sergio Marchionne, spiegando che «il licenziamento di 19 operai rischia di preludere al mancato trasferimento di 2300 nei prossimi mesi», come invece il Lingotto aveva detto. Airaudo ha espresso il suo scetticismo anche sugli investimenti, poiché Marchionne «di piani ne ha cambiati otto» e ha ricordato che l’Italia è l’unico Paese in cui Fiat «non ha preso impegni perchè sfrutta la divisione sindacale». Secondo il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella è necessario incontrare l’azienda per bloccare l’avvio delle procedure per la mobilità. «Ci vogliono 45 giorni per l’espletamento di queste, nei primi 7 giorni è possibile arrestarle. Tenteremo di farlo».

LE CRITICHE DAL PD – Cesare Damiano, capogruppo Pd nella Commissione Lavoro di Montecitorio ha definito la decisione del Lingotto «una scelta inaccettabile», aggiungendo che: «Un atto di ritorsione che deve essere respinto anche perchè crea un pericoloso precedente». Il responsabile Economia e lavoro del Pd, Stefano Fassina ritiene la scelta della Fiat «una ritorsione inaccettabile».

Silvia Sequi

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