sabato, 23 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Guatemala, scossa di magnitudo 7.4: 48 morti e oltre 17mila sfollati
Pubblicato il 08-11-2012


Scene di distruzione nella zona ovest del Guatemala dove una scossa, di magnitudo 7.4 della scala Richter, nella mattinata di ieri ha fatto tremare la terra uccidendo almeno 48 persone. L’onda sismica, generatasi a largo della costa del Pacifico, si è propagata raggiungendo la capitale, Guatemala City, ed è stata avvertita anche a Città del Messico e nel Salvador. Il presidente guatemalteco, Otto Perez Molina, ha parlato di numerosi dispersi segnalati dalle stesse famiglie terremotate: «si tratta di stime preliminari, attualmente non siamo in condizioni di fornire un quadro preciso e confermato» ha detto il presidente sottolineando che «la nostra priorità è quella di concentrarci sui sopravvissuti e sul soccorso ai ferito». Sono almeno 17mila gli sfollati. Le immagini diffuse dai social network provenienti dal Guatemala sono impressionanti, con intere strade sommerse dai detriti. Il sisma, per fortuna, ha generato solo una piccola onda anomala, inferiore ad un metro, tanto che i centri di monitoraggio non hanno lanciato alcuna allerta tsunami.

LA TERRA TREMA La scossa, originatasi ad una profondità di 32 chilometri,  ha avuto come epicentro un punto che si trova a circa 24 km al largo dalla costa pacifica, nelle vicinanze della cittadina di Champerico, 160 km a sudovest della capitale. La gente, dopo la scossa, si è riversata in massa nelle strade, abbandonando gli edifici a Città del Guatemala così come a Città del Messico e nello stato messicano del Chapas, nel sud del Paese che confina con il Guatemala. Secondo Eddy Sánchez, direttore del “Insivumeh”, l’istituto di sismologia guatemalteco, «si è trattato della più forte scossa mai registratasi nel paese a partire dal 1976»: in quell’occasione i morti furono 25.000. Il dipartimento più colpito dalla scossa è quello di San Marcos, tra i più grandi del Paese e confinante con il Messico. I danni più importanti si registrano a San Pedro Sacatepequez, una cittadina del dipartimento che già era stata distrutta nel 1902 dall’eruzione del vulcano Santa Maria, dove sono crollati una quarantina di palazzi, fra i quali una scuola elementare.

ALLERTA ROSSA – Dopo il disastro, il governo ha dichiarato la procedura di “allerta rossa interistituzionale” per fronteggiare l’emergenza. Le principali strade del Paese centroamericano sono presidiate dall’esercito e seimila agenti della Polizia Civile Nazionale. Il ministero di Salute ha messo a disposizione circa un milione di Quetzal, un po’ più di 100mila euro, all’ospedale di San Marcos. Il Coordinamento Nazionale per i Disastri, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo, ha inviato verso le zone più colpite dei camion carichi di generi di prima necessità, coem riso, farina di mais, materassini e poncho.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento