lunedì, 18 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

I bombardamenti martellano Gaza, ma Netanyahu ascolta Obama e ferma l’offensiva di terra
Pubblicato il 20-11-2012


Mentre l’ipotesi dell’offensiva di terra da parte delle truppe israeliane sembra sfumare, non si fermano gli attacchi dei caccia con la Stella di Davide sulla Striscia di Gaza. Aerei militari israeliani hanno colpito, la scorsa notte, almeno 100 obiettivi provocando sei vittime, delle quali due bambini di 4 anni e di 18 mesi a Beit Lahiya, e  due adolescenti di 15 e 17 anni a Rafah, vicino alla frontiera con l’Egitto. È finita tra gli obiettivi delle bombe anche una sede della “Banca islamica nazionale” nel nord della Striscia: secondo la versione di Tel Aviv l’istituto «era usato da Hamas per finanziare la sua attività terroristica». La banca si occupava, tra l’altro, del pagamento degli stipendi dei 35mila dipendenti pubblici palestinesi. Da Gaza, i gruppi di militanti armati hanno lanciato sul sud di Israele almeno cinque razzi, due dei quali sono stati intercettati dal sistema anti-missile “Iron Dome”.

BLOCCATA L’INVASIONE DI TERRA – Nel frattempo, mentre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, è al Cairo per intensificare gli sforzi diplomatici, sarebbe arrivata la decisione di Israele di sospendere provvisoriamente «l’offensiva terrestre per consentire agli sforzi egiziani di raggiungere una tregua». A riferirlo è l’agenzia francese Afp, che cita le parole di un alto responsabile del governo. La scelta sarebbe stata presa nella notte tra lunedì e martedì dopo una riunione dei nove ministri principali del governo di Netanyahu.

OBAMA, «PREFERIBILE EVITARE OPERAZIONE DI TERRA, MA ISRAELE HA DIRITTO A DIFENDERSI» – La decisione di Tel Aviv sembra essere stata comunque anche influenzata dalle parole del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. L’inquilino della Casa Bianca ha, infatti, affermato che sarebbe preferibile «evitare» un’operazione di terra riaffermando, nello stesso tempo, il diritto di Israele a rispondere ai razzi lanciati da Gaza. Obama ha, in qualche modo, lasciato trapelare una sorta di critica verso i mediatori egiziani e turchi che non sono riusciti a dissuadere Hamas dal lancio di razzi verso Israele. Il presidente Usa, pur invitando il primo ministro israeliano alla calma, ha lanciato un monito all’egiziano Mohammed Morsi e al turco Tayyip Erdogan, fortemente critici verso Israele: «Chi appoggia la causa palestinese dovrebbe rendersi conto che se si verifica un ulteriore inasprimento della situazione a Gaza sarà molto più difficile per noi la possibilità di tornare al tavolo dei negoziati e la soluzione dei due stati sarebbe più difficile da realizzare in futuro».

ERDOGAN, ISRAELE FA PULIZIA ETNICA – Proprio dal presidente turco arriva una doccia fredda per il governo dello Stato ebraico. La Turchia, infatti, prende nuovamente un durissima posizione contro Tel Aviv: il premier Tayyip Erdogan ha affermato che Israele è responsabile di una «pulizia etnica» nei confronti dei palestinesi e che svolge la sua azione «calpestando il diritto internazionale». Contemporaneamente Ankara ha chiesto all’Onu di poter schierare missili Scud al confine con la Siria dove continua l’instabilità

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento