venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I socialisti italiani ed europei uniti a Roma per sostenere la candidatura di Bersani
Pubblicato il 10-11-2012


Un’intensa giornata di mobilitazione del Partito Socialista Italiano per sostenere la candidatura del segretario democratico, Pier Luigi Bersani, in vista delle primarie del centrosinistra, previste per il 25 novembre. Una giornata intensa quella di ieri, che si è tenuta a Roma con i dirigenti del Psi, i rappresentanti del Socialismo europeo e numerosi militanti. Un’occasione importante per rafforzare l’aggregazione e la partecipazione dei militanti e dirigenti socialisti ma anche di tutti coloro che si riconoscono nel programma della “Carta di intenti” sottoscritto da Riccardo Nencini, Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola, rispettivamente leader di Psi, Pd e Sel. A moderare il dibattito è stato il giornalista Alessandro Cecchi Paone che, tra un intervento e l’altro, ha ribadito l’importanza di tematiche come giustizia, laicità, scienza, ricerca e cultura.

DI LELLO, LIBERTÀ, EQUITÀ E LAICITÀ – Ad aprire l’incontro è stato Marco Di Lello, coordinatore nazionale del Psi, che ha voluto ricordare la maggiore forza del socialismo rispetto alla convinzione di tanti che la storia dei socialisti si fosse conclusa. «La storia nostra non è finita» tuona Di Lello. «Noi vogliamo un’Italia più libera, più equa e solidale». Per libertà il riferimento è ai diritti che mancano nel nostro Paese, per esempio quelli delle coppie di fatto e degli omosessuali, e l’assenza del riconoscimento del merito e del talento. Un’Italia più equa, secondo cui chi ha di più deve dare di più, riferendosi alla necessità di introdurre la patrimoniale sui rediti più elevati. Infine un’Italia più laica, nel senso di avere più cura e meno accanimento terapeutico, più riconoscimento delle diversità sessuali e più fecondazione assistita. Anche un’Italia più solidale è l’auspicio del coordinatore nazionale, perché non ci siano più evidenti differenze tra ricchi e poveri, tra Nord e Sud, tra eterosessuali e gay. «Serve più politica e meno tagli da ragioneria».

CRAXI, RIFORMISMO E PROGRESSISMO – È poi intervenuto il responsabile Esteri del Psi Bobo Craxi sottolineando il degrado della concetto di democrazia dentro l’Unione europea e l’alzarsi di venti di populismo che esaltano nuovi individualismi. «Il crescente divario tra ricchi e poveri contrae la coesione sociale. Il governo deve tornare alla politica e a guida riformista e progressista». Craxi ha poi ricordato che è dal 2008, per la prima volta, che il Psi si è trovato fuori dalle Istituzioni nazionali ed europee. Il motivo è stato la scelta dell’allora leader del Pd, Walter Veltroni, di preferire al Partito socialista italiano, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

MAES, È IL POPOLO CHE DEVE SCEGLIERE – A rincarare il profondo respiro europeo e europeista della giornata è stata anche la partecipazione di prestigiosi rappresentanti del socialismo europeo. In particolare Tomas Maes, segretario generale dell’Ecosy, l’organizzazione dei giovani socialisti dell’Ue, che ha denunciato quanto il popolo sia arrabbiato per le politiche di Mario Monti e quanto sia esteso il potere delle banche. Si deve tornare a scegliere la persona che ci rappresenta, attraverso il popolo, poiché a rischio vi è la progressiva distruzione dello stato sociale. Secondo Maes questa fase sta per concludersi, ma non bisogna dimenticare che il Psi ha dato un importante contributo per battere le destre in tutta Europa e che è sempre più diffusa la fiducia che la democrazia sarà instaurata in Italia.

LOCATELLI, TORNARE AL RIFORMISMO – Ha ribadito il suo “no” a un governo neoliberista Pia Locatelli, presidente onorario dell’Internazionale socialista Donne, ricordando che al centro ci deve essere il lavoro per tutti: uomini, donne e giovani. Centrale deve essere anche la cultura per investire nel futuro e nelle nuove generazioni. Si deve dunque tornare alla politica dei valori fondati sul riformismo. «L’orgoglio socialista è oramai un’idea accantonata per dare spazio alla necessità di riformismo» sottolinea Locatelli, aggiungendo che la presenza delle donne deve essere concepita «come soggetto imprescindibile del cambiamento». Il presidente dell’Internazionale socialista donne ha poi ricordato che la crisi attuale non è solo economico-finanziaria, ma anche sociale, confidando che Bersani sarà capace di guidare il Paese.

CEFISI, EUROPEISMO E RIFORMISMO – Luca Cefisi, membro della segreteria nazionale del Partito Socialista e della presidenza del Pse, ha sostenuto che la soluzione alla crisi non è di natura tecnica, bensì basata su altri criteri. Per esempio sostenere gli investimenti nel lungo periodo delle strutture, e difendere le Istituzioni e i concetti di europeismo, riformismo e socialismo.

GURMAI, DIRITTI DELLE DONNE E PARITÁ DI GENERE – Zita Gurmai, parlamentare europeo e presidente del Partito Socialista europeo donne, ha auspicato che ciò che successo in Francia – con le primarie e i risultati ottenuti dal Partito socialista con Hollande alla presidenza della Repubblica – possa accadere anche in Italia. La parlamentare dice “no” alle politiche di austerità e invita ad unire le forze social-democratiche, le donne e i giovani per vincere. Sul tema dei diritti ricorda che è necessario elaborare una legge contro la violenza sulle donne e portare avanti altre sfide per la parità dei sessi.

BASTIANELLI E LA CAMPAGNA “RISE UP” – Sul tema del socialismo europeo è poi intervenuta Claudia Bastianelli, segretario nazionale del FGS (Federazione dei giovani socialisti) che ha presentato la campagna socialista europea “Rise up”, concepita per uscire dalla crisi e contrastare l’austerità di alcuni Stati dell’Unione europea. Bastianelli ha voluto sottolineare l’importanza della patrimoniale, la necessità di eliminare i paradisi fiscali e di rafforzare le attività di contrasto alla disoccupazione e di sostegno agli investimenti, alla ricerca e alle tecnologie. «L’Europa è unita da un punto di vista economico e finanziario, ma non lo è sufficientemente dal punto di vista politico. La campagna “Rise up” intende rendere migliore l’Europa».

NENCINI, QUATTRO LE COSE DA FARE AL GOVERNO – Il segretario nazionale del Partito socialista italiano ha voluto sottolineare la quantità dei militanti presenti all’incontro (più di 500 persone) e l’importanza della parola “libertà”, declinata nel manifesto del dibattito in tutte le lingue che si parlano nel Parlamento europeo. Nencini ha spiegato le ragioni per cui si è arrivati allo stato attuale delle cose. In primo luogo perché non c’è più la spesa pubblica, i bilanci sono quasi ridotti all’osso. Poi il mondo della produzione è fortemente cambiato e infine dal 1994 sono saltati tutti i pilastri su cui era fondata la Prima Repubblica. «La sinistra riformista deve scendere dunque in campo, altrimenti le cose si complicano», avvisa il leader socialista. La strada maestra deve prevedere la scelta del candidato, il patto, e una coalizione snella cui affidare il programma che si intende attuare. Al governo le cose da fare saranno quattro spiega Nencini: «rivedere l’articolo 49 della Carta sulla vita dei partiti, prevedendo il finanziamento pubblico solo a quelli che sono in regola; riconoscere le lobby, ossia i centri di interesse; riconsiderare la Carta di Nizza, quella dei diritti fondamentali dell’Unione europea, e infine inserire la parola “laico” all’interno dell’articolo 1 della Costituzione italiana».

BERSANI, GOVERNO E CAMBIAMENTO – A chiudere il dibattito è stato Pier Luigi Bersani, leader del Pd nonché candidato alle primarie del centro-sinistra, ricordando che nel momento più difficile dal dopoguerra le parole chiave sono «governo e cambiamento. Per far ripartire il Paese è necessario puntare su moralità e lavoro. Moralità: perché bisogna ricostruire il rapporto tra Istituzioni e cittadini, nonché contenere il populismo e la demagogia». Sul tema dell’Europa, Bersani vuole escludere i due scenari, greco e tedesco, ribadendo che il percorso deve condurre verso gli Stati uniti d’Europa. I progressisti che intendono governare devono proporre aperture verso correnti liberali, per esempio, ed escludere i settarismi. È necessario cambiare la politica dopo l’incursione di un modello personalistico diventato troppo contagioso. «Non voglio piacere, voglio dire le cose come realmente stanno. Senza il popolo non si potrà governare. Uniamo le nostre energie, anche quelle di forze intellettuali, per procedere insieme» conclude Bersani.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Non si può che consentire con quanto affermato da Nencini e Bersani. Auguriamoci che nelle prossime elezioni nazionali i riformisti prevalgano e, sulla linea del governo Monti dove giusto e con rottura dove necessario, possano affrontare e risolvere i gravi problemi del paese. giuseppe miccichè

  2. I socialisti lombardi chiedono con forza che Pia Locatelli venga candidata come espressione della ruolo di forza che si vuole abbiano le donne nel cambiamento di cui è portatore il centro sinistra, e, insieme, come segno del verso riformistico del riformismo lombardo e socialista nel progetto per una nuiova Italia. Pia, con la sua decennale esperienza al verice dell’Internazionale socilaista donne e all’apice della dirigenza del PSI nazionale e lombardo, con la sua espeirenza diretta, sul campo, a tutti i livelli, si pone come una pietra miliare nella ricostruzione del partito della sinistra riformista italiana e del centrosinistra.
    Giuseppe Messina – SOS DIRITTI PSI BERGAMO

  3. Sicuramente al teatro Capranica c’erano più di 1000 persone.
    Il corriere della “serva” (sera) pubblica 6 righe sull’avvenimento in un “francobollo”.
    In un clima di “propaganda antipolitica” è meglio nascondere al paese che c’è un PARTITO (con la P maiuscola) che sarà forza determinante nella governabilità del paese.
    Ancora una volta assistiamo all’ennesimo inganno mediatico con citazioni a pieni titoli: “I socialisti di Nencini”. “Il nuovo PSI di Robilotta”, “I socialisti di Bobo Craxi” etc..etc..
    Ancora una volta i media vogliono confondere l’elettorato e i tanti Socialisti che stanno riattivando il Partito….ma senza successo.
    I media devono iniziare a dire la verità. Il Partito Socialista è uno e basta e Riccardo Nencini ne è il Segretario. Quelli che hanno condiviso con i Fascisti le poltrone alla Regione Lazio sono solo una metastasi per il Socialismo e un’offesa per tutti i socialisti, sono un’offesa al tributo di sangue e di galera versato dai socialisti durante la gloriosa Resistenza.
    Possono definirsi Socialisti coloro che hanno fatto parte di una giunta (STORACE E POLVERINI) che ha fatto costruire un monumento ad Affile dedicato a Graziani?
    No signor Robilotta per favore, ognuno se ne stia al suo posto! i Socialisti con i Socialisti e i confusi (e forse un po’ paraculi) se ne vadino a casa senza infangare il nome del Socialismo e diano le dimissioni da tutti quei luoghi conquistati con il sangue dai Socialisti (quelli veri).

  4. Non mi importa quale candidato il Partito Socialista sostrerra’ alle elezioni, a me interessa che il Partito Socialista esista. Vorrei ricordare che il Socialismo sostiene egualmente i diritti sociali e i diritti civili e non deve cadere nella trappola di comunisti, democristiani, fascisti ed epigoni che si occupano solo di diritti sociali poiche’ i diritti civili sono gia’ predeterminati dai loro credo e imposti alla gente.

  5. i socialisti daranno pieno appoggio a una legge Contro l’omofobia e a favore dei Matrimoni “LGBT”, adozione compresa ???

    grazie e complimenti, Lorenzo, socio Arcigay Ottavio Mai, torino

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